Tanti turisti, ma più frettolosi
Alberghi esauriti grazie soprattutto a offerte e prezzi scontati, diminuisce la permanenza
PISA. Chi ha avuto la percezione che la città sia invasa da turisti, ci ha visto giusto. Ma non sbaglia nemmeno chi continua a sostenere che c’è la crisi. Le due sensazioni si tengono insieme con un dato fornito da Federalberghi: in passato ogni prenotazione in hotel durava in media 2,4 notti; mentre quelle della settimana di Pasqua 2012 sono “lunghe” solo 1,9 pernottamenti. Da lunedì prossimo, le camere saranno di nuovo vuote, e con esse anche le vie cittadine.
La situazione online. Infatti, guardando sui siti delle varie strutture ricettive, ieri pomeriggio i tre stelle erano praticamente tutti esauriti fino a Pasquetta (esclusa) e dei quattro stelle solo il San Ranieri (che è molto fuori città) aveva ancora qualche sistemazione disponibile. Nella categoria lusso, infine, nessun problema a trovare suite o camere, persino in promozione. Venerdì pomeriggio, invece, eseguendo lo stesso controllo c’era molta più scelta per il fine settimana in ogni categoria di prezzo. Questo significa che la gente prenota all’ultimo momento, sceglie di spendere poco e cerca di stare il più vicino possibile alla zona della Torre, che si conferma polo d’attrazione e, forse, penalizza il resto.
L’analisi di Federalberghi. La conferma arriva da Rita Paciello, presidente provinciale di Federalberghi: «In passato le prenotazioni di tipo vacanziero arrivavano almeno venti giorni prima della data prescelta, poiché si pensava che il periodo clou potesse dare problemi sulla disponibilità delle stanze. Oggi la movimentazione avviene tutta a ridosso della data». Prova ne è il fatto che sulle altre due occasioni ghiotte per il turismo (25 aprile e primo maggio) c’è ancora tanto posto. Paciello aggiunge un’altra informazione: «Si è potuto vendere solo tenendo le quotazioni basse».
Le super offerte. Da qualche tempo esiste la formula “non rimborsabile”: super sconto a chi prenota con largo anticipo e paga subito. Lo svantaggio, per i clienti, è che se per qualsiasi motivo questi non può più andare in vacanza, non ha diritto al rimborso. Un contratto che le compagnie aeree applicano in modo inflessibile. Paciello precisa che «per noi albergatori, che ci mettiamo la faccia, non è altrettanto facile dire no: i prenotati raccontano di malattie improvvise o lutti in famiglia e se non andiamo loro incontro siamo sicuri che non ci sceglieranno più».
I ristoranti. Timidi segnali di ripresa arrivano dai ristoranti dove sia i turisti che i pisani trascorreranno le ore del pranzo di Pasqua. Molti esercenti parlano di «quasi completo», che si può leggere in due modi: se si confronta con i tempi d’oro ormai andati, c’è lo spazio per il pessimismo. Ma i titolari, al contrario, vedono la tendenza in crescita rispetto agli ultimi anni «orribili». A “la Buca”, per esempio, «vediamo una situazione che sta lentamente sta tornando positiva: anche alcuni colleghi mi hanno riferito lo stesso andamento». In sintonia “da Bruno”, dove lo chef pensa in modo costruttivo: «Qualche posto c’è ancora, ma non mi voglio lamentare». Forse, come per gli hotel, anche i clienti dei ristoranti hanno cominciato a decidersi all’ultimo minuto.
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