Il Tirreno

Pisa

«Sono stati dieci minuti di vero terrore»

di Candida Virgone
«Sono stati dieci minuti di vero terrore»

Le testimonianze dei vicini del proprietario del pitbull che ha aggredito un bimbo: per il piccolo la prognosi è riservata

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GELLO DI SAN GIULIANO TERME. Sotto choc la piccola comunità di Gello per il bambino aggredito da un pitbull. Capannelli ovunque di persone che non parlano d’altro e che si fanno il segno della croce per come è andata. Se il piccolo aggredito infatti, un bambino molto alto per la sua età, fosse stato più minuto, le cose sarebbero andate in un altro modo.

«Guardi non siamo riusciti né a cenare ieri sera, anche perché siamo stati in ospedale fino a tardi, né a pranzare oggi - racconta una signora che vive nella corte in cui è avvenuto l’agguato - perché siamo terribilmente choccati. Ci vorrà del tempo perché ci passi questa paura».

«Sembrava che fosse impossibile aver ragione di quel cane - commenta un’altra donna che abita a due passi e che ha assistito come gli altri a tutta la scena - ci siamo sentiti davvero impotenti, non sapevamo più che fare, guardavamo quei due ragazzi alle prese con l’animale, la mamma a terra, il bambino disperato e tutti gli altri intorno. Quel cane sembrava quasi una macchina da guerra, non una bestia».

«Dieci minuti di terrore - dice un uomo - una roba da film, non una scena di vita vissuta, anche perché chi poteva immaginare che potesse durare così tanto? Non ci credo ancora che è finita così, nel male tutto sommato bene...».

Intanto il cane che è stato abbattuto è stato prelevato dal veterinario incaricato del caso e il corpo lasciato a disposizione dell’autorità per gli accertamenti di rito che verranno ritenuti necessari.

Marco è stato operato ieri mattina dal dottor Gianluca Gatti, nel reparto di chirurgia plastica dell’ospedale di Cisanello, diretto dal professor Marcello Pantalone. Resterà ricoverato fino a mercoledì mattina e poi, se non ci saranno le infezioni temute dai medici, potrà essere dimesso e tornare a casa. Sulle sue condizioni i medici per ora si sono riservati la prognosi, per quanto il piccolo non sia in pericolo di vita. Le lesioni che ha riportato, per il momento classificate dagli inquirenti come colpose, sono però abbastanza gravi.

E dalla loro gravità dipende anche il profilo di responsabilità che può configurarsi a carico dei proprietari del cane, responsabilità che potrebbe portare ad un procedimento d’ufficio nei loro confronti, senza bisogno della querela della parte lesa.

I parenti del piccolo in ogni caso hanno dimostrato finora grande comprensione in considerazione dell’amicizia esistente fra le famiglie e non hanno nessuna intenzione di procedere a via legali.

Per loro si è trattato di un incidente che bisogna sforzarsi di capire, come ha detto il padre di Marco.

Impossibile ascoltare anche i proprietari del cane, ieri tutto i giorno fuori, per quanto il clima fra le due famiglie, nonostante la gravità dei fatti, sia rimasto disteso.

«Nessuno può prendersela con nessuno - commenta un abitante della piccola corte teatro dell’agguato, in una delle traverse della lunga via Dini - perché purtroppo si è trattato di un evento imprevedibile. Pare addirittura che il cane fosse chiuso in una stanza e che abbia aperto sentendo l’uscio esterno schiudersi, sorprendo anche la sua proprietaria. Noi qui viviamo tranquilli, in amicizia e vorremmo mantenere questo clima di serenità, per il bene di tutti».

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