Finanza
«Ero all’autogrill, non so se era Roberta»
Parla una delle bariste che servirono la “strana signora” prima che Fusi le desse un passaggio
PONTEDERA. Debora Meini, la barista dell’autogrill lungo la superstrada tra Pontedera e Ponsacco, che ha raccontato di avere visto - la notte del 13 gennaio scorso - una donna che poteva essere Roberta Ragusa, ha cercato in questi giorni di evitare in tutti i modi i cronisti. Ma l’altra notte è tornata al lavoro e nel punto ristoro dell’area di servizio sono entrate anche le telecamere della trasmissione “Chi l’ha visto”. La troupe del programma di Raitre poco prima era stata anche a Pontedera per incontrare Antonio Fusi, 62 anni, l’uomo finito nei guai per avere dato un passaggio a una sconosciuta la notte in cui Roberta Ragusa è scomparsa da San Giuliano Terme. Al punto che, un mese dopo, a una delle bariste che erano in servizio quella notte nell’autogrill è venuto in mente che la misteriosa donna salita sulla Panda verde di Fusi potesse essere proprio Roberta Ragusa.
Con Debora Meini quella notte era al lavoro anche Maristella Giannetti, di Livorno.
«Non sono stata sentita dai carabinieri, a differenza della mia collega – racconta la donna – posso dire che quella signora l’ho vista anche io. Le ho fatto il caffè, lei girava in maniera strana nel bar, teneva gli occhi abbassati. Non aveva il pigiama. Ricordo bene gli occhi bassi, sbatteva le palpebre in continuazione. Era Roberta Ragusa? Chi può dirlo...». Maria Stella racconta che nei giorni successivi a quella notte nessuno aveva collegato la misteriosa donna all’imprenditrice di San Giuliano. «Era strana, non aveva neppure i soldi per pagare un caffè – continua la barista – poteva anche essere una persona uscita di casa perché non riusciva a dormire. Poi Fusi è tornato e ha detto alla mia collega: “Lo sai chi era quella donna alla quale ho dato un passaggio fino a Pontedera? Quella che cercano...”. Come sono andate le cose dopo non lo so. So che la mia collega è stata interrogata dai carabinieri. Certezze non ne abbiamo, la mia collega avrà raccontato quello che ha visto. Comunque quando ha preso il caffè non era vestita di rosa e neppure era in pigiama: di questo sono sicura».
L’attendibilità dei racconti che vorrebbero Roberta Ragusa arrivata a Pontedera è tutta da verificare.
Tanti dettagli non convincono o lo stesso Fusi oggi ha molti dubbi. «L’ho portata al bar Minerva vicino alla stazione, che era chiuso, per comprare le sigarette» dice quando lo incontriamo in un bar e ironizza sul fatto che da giorni è inseguito dagli operatori televisivi come se «avessi fatto chissà che cosa. Appena sarà chiaro che sulla mia Panda verde speranza – dice – non c’è niente di interessante, mi lasceranno in pace».(s.c.)
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