Il Tirreno

Pisa

Veleni sindacali Francese alla Cisl «Basta menzogne»

di Andreas Quirici
Veleni sindacali Francese alla Cisl «Basta menzogne»

Infuria la battaglia sul pasticcio delle nomine dei membri nelle commissioni per la cassa integrazione guadagni

2 MINUTI DI LETTURA





di Andreas Quirici

PISA

«Con la menzogna non può esserci unità». La frase di Gianfranco Francese, segretario generale della Cgil, plana nella sala convegni della Camera del Lavoro come un macigno. Il leader sindacale la dice alla conferenza stampa con cui vuole fornire la versione della Cgil sul pasticcio delle nomine per le commissioni per l'erogazione della cassa integrazione ai lavoratori dell'industria e dell'edilizia industriale e artigianale.

Gianluca Federici, segretario provinciale della Cisl, ha accusato Francese di averlo privato dell’esercizio di un diritto democratico. Il segretario della Cgil, ovviamente, ha rimandato al mittente ogni singola parola. Francese pronuncia la frase a effetto quando si affronta il tema del Primo Maggio, storicamente una festa da vivere in maniera unitaria. Ma, vista la situazione, un po' difficile da immaginare come al solito.

«Spero che a chi ha lanciato queste accuse tornino un po' di lucidità e serenità – ha detto il segretario della Cgil Pisa – perché questi sono problemi secondari rispetto al grave periodo che stanno vivendo i lavoratori. Il Primo Maggio è la loro festa, non quella delle organizzazioni sindacali, anche se spero che si riesca a trovare l'unità».

Divisioni figlie di fatti che, secondo Francese, si sono svolti così: «Come da accordi esistenti, ormai da anni, chi ha la presidenza dell'Inps ha minore rappresentanza nelle commissioni. E sulla base di questo, il 15 febbraio Federici, Renzo Rossi, segretario della Uil, e io ci siamo incontrati per le nomine. Abbiamo discusso e trovato l'accordo sui nomi. Il 24 febbraio ho inviato la lettera alla Direzione regionale del lavoro con la comunicazione ufficiale della composizione delle commissioni, indicando anche i nominativi della Cisl che, evidentemente, non avrei potuto inventarmi. Ma lo stesso ente ci ha scritto chiedendoci il motivo per cui la Cisl diceva di disconoscere il documento. Dopo una serie di confronti verbali e scritti con le altre organizzazioni sindacali, il 20 marzo ho comunicato con la Direzione regionale del lavoro chiedendo di procedere alla nomina delle commissioni in base al principio della rappresentatività».

Per Francese tutto questo non fa una grinza. O meglio la fa rispetto al comportamento della Cisl («Assolutamente incomprensibile, a meno che non ci sia perdita di lucidità da parte di qualcuno che disconosce i fatti»).

Quanto alla querelle sulla firma sulla comunicazione alla Direzione del lavoro. Federici dice che la firma «gf» indica il suo nome e cognome, ma che non l'ha scritta lui. Francese, che si chiama Gianfranco, dice che l’ha firmata lui.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze