Gioco
Emilio Tolaini e il muro di Berlino
Settimana di perdite. Importanti. Se ne sono andate due persone che erano pezzi di Pisa: Sauro Bufalini e Emilio Tolaini. Dire che Saurino fosse un grand'uomo è fin troppo facile. Lo era dentro e...
Settimana di perdite. Importanti. Se ne sono andate due persone che erano pezzi di Pisa: Sauro Bufalini e Emilio Tolaini. Dire che Saurino fosse un grand'uomo è fin troppo facile. Lo era dentro e fuori, però. E poi era almeno due uomini: quello che infilava canestri a Varese e in Nazionale, e quello che infilava sfilatini dentro i sacchetti nella sua panetteria in Piazza. Buffo che, in una città di piazze mirabolanti, l’unica che si scrive con la maiuscola sia quella del mercato. Quella era una piazza di popolo e Sauro, che era anche uomo arguto e ironico, dal popolo non si era mai distaccato. Era rimasto un piazzaiolo a tutti gli effetti. Emilio Tolaini era tutt’altro. Schivo, rigoroso, severo. Un maestro davvero. Per la nostra città, che amava a dismisura, i suoi studi sono capitali. Di lui si è già scritto molto. Posso solo aggiungere un aneddoto inedito che riguarda il vostro umile cronista. M’incuteva soggezione e non avevamo rapporti, ma una sera, il 9 novembre del 2009 (perché lo ricordo, lo capirete dal prosieguo), squilla il telefono ed è lui. Emozione. «Parlo con Tanfucio?», mi fa. E io incerto: «Sì, professore». Nel frattempo penso: mi legge, sa chi si nasconde dietro lo pseudonimo, ha cercato il numero e mi sento già molto lusingato. «A cosa devo l’onore?» balbetto. «Al suo pezzo di oggi sul Muro di Berlino: è straordinario». Capite? Emilio Tolaini mi ha detto“straordinario”. Riuscii solo a dire: «Grazie, professore, lei mi ha dato una gioia». In suo onore e per comprensione dei lettori lo ripubblico qui oggi: «Prima della caduta. Vent'anni fa, a Berlino cadeva il muro. L'evento causò uno spostamento d'aria che spazzò via tutto nel raggio di 20mila chilometri. Senza farci prendere dalla nostalgia, vediamo com'era allora il paesaggio qui dalle nostre parti. Molto ma molto diverso: pensate che, addirittura, Pierfrancesco Pacini era presidente della Camera di commercio; Maria Paola Ciccone stava per diventare assessore al Sociale; Paolo Fontanelli e Marco Filippeschi erano i massimi dirigenti del loro partito; Lorenzo Bani, Beppe Biondi, Costantino Cavallaro, Luca Ciappi, Virgilio Luvisotti, Vincenzo Mastantuono, Carlo Scaramuzzino, Fausto Valtriani erano consiglieri o assessori già da anni; Sergio Cortopassi, da lì a poco sindaco, era vicepresidente della Provincia. Davvero roba di un'altra epoca: ora tutto è cambiato».
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