Sicurezza
Continental, operai in strada contro la riforma del lavoro
PISA. L’altro ieri nello stabilimento di Fauglia e ieri a San Piero a Grado i lavoratori della Continental hanno scioperato dalle 9,30 alle 11,30 organizzando, in entrambe le occasioni, cortei...
PISA. L’altro ieri nello stabilimento di Fauglia e ieri a San Piero a Grado i lavoratori della Continental hanno scioperato dalle 9,30 alle 11,30 organizzando, in entrambe le occasioni, cortei esterni lungo le strade adiacenti agli stabilimenti.
«Dai lavoratori - dice Marcello Franchi, segretario della Fiom Cgil di Pisa - è emerso un chiaro giudizio negativo sul disegno di legge del Governo in materia di mercato di lavoro. I motivi sono vari. Prima di tutto il provvedimento non rispecchia i princìpi annunciati dal Governo, anzi non riduce la precarietà e non rende universali gli ammortizzatori sociali».
«Inoltre - prosegue il leader della Fiom Cgil - il disegno di legge svuota di fatto il valore dell'articolo 18, in quanto il risarcimento economico diventa la regola, mentre il reintegro appare solo come un miraggio e non un diritto certo in capo al lavoratore«.
«Nel frattempo - sottolinea Franchi - permangono una forte delusione e preoccupazione rispetto ad una riforma delle pensioni che penalizza, nell’immediato, i più anziani, ma che in futuro penalizzerà, ancor di più, gli attuali giovani. Pertanto si richiede, con forza, di non considerare chiusa la partita sulla previdenza. Per tutte queste ragioni le lavoratrici e i lavoratori della Continental considerano necessario continuare le mobilitazioni fino allo sciopero generale».
Venerdì, per le stesse motivazioni, c’era stata a Pontedera la protesta degli operai Piaggio. Un quarto d’ora sui binari. E tre ore a braccia incrociate. Alla testa del corteo la Rsu Fiom. Ancora una volta per dire no all’abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, ma anche per contrastare l’impianto della riforma del mercato del lavoro annunciata dal governo Monti. Si erano fermati anche alla Tmm. Gli operai dell’azienda che si trova nelle vicinanze della fabbrica della Vespa si erano uniti al corteo dei piaggisti.
«Nonostante si parli di aperture da parte del governo sulla riforma – afferma Massimo Cappellini, membro Fiom della Rsu in Piaggio – gli operai hanno voluto ribadire il loro no all’attacco all'articolo 18. E hanno voluto unirsi a una lotta che sta crescendo in tutta Italia».
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