La manifestazione
Brusca frenata dell’import -10 per cento in un anno
PISA. Nel corso del 2011 in provincia di Pisa le importazioni sono cresciute del 14,1%. Lo dicono i dati Istat elaborati dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio, da cui emerge comunque che gli...
PISA. Nel corso del 2011 in provincia di Pisa le importazioni sono cresciute del 14,1%. Lo dicono i dati Istat elaborati dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio, da cui emerge comunque che gli acquisti dall’estero evidenziano un marcato rallentamento rispetto al 2010. La nostra provincia, dopo il +24,1% del 2010, segna un +14,1%, valore che tuttavia è decisamente migliore rispetto al +9% registrato dall’Italia e al +9,4% segnato dalla Toscana.
Concerie. Tutti i comparti inquadrabili all’interno della filiera della concia, seppure con valori differenti, mettono a segno variazioni positive delle importazioni: +26,6% le pelli greggie, +25,1% il cuoio-pelli e +5,8% la chimica di base.
«Come si evince anche dall’andamento delle quotazioni dei prezzi dei prodotti conciari rilevati dalla Camera di Commercio - nota Alberto Susini, dell’Ufficio Studi - queste evoluzioni sono in buona parte frutto della decisa crescita dei prezzi di acquisto».
Altri settori. Forniscono un contributo positivo all’aumento delle importazioni i metalli non ferrosi (+69,9%), le apparecchiature per le telecomunicazioni (+59,9%) e le macchine di impiego generale (+5,0%), ma anche spezzoni della chimica-gomma-plastica come i medicinali (+12,3%) e la gomma (+12,5%), e il sistema moda con le calzature (+10,0%) e l’abbigliamento (+10,6%).
Alta tecnologia. Variazioni di segno negativo, invece, per le importazioni di beni ad alta tecnologia come computer e periferiche (-10,7%), ma anche per i cicli e i motocicli (-8,6%).
Aree geografiche. Tutti i continenti spingono l’andamento delle importazioni della provincia di Pisa. «Tuttavia - afferma ancora Susini - anche per il 2011 l’apporto più consistente proviene dall’Europa (+14,9%) e, al suo interno, dai paesi della Unione Europea a 27 (+16,2%)».
Importante è pure il contributo degli altri continenti con l’America che, dopo due anni di contrazioni, avanza del 36,5%. Cresce l’Asia che con un +2,2% spinge le importazioni 2011 di ulteriori 0,54 punti percentuali.
Dopo tre anni, la Germania (+24,9%, circa 266 milioni di euro di controvalore) torna a sopravanzare la Cina (-6,5%, quasi 224 milioni di euro) quale principale Paese di origine delle merci importate dalla provincia.
Terza piazza per la Francia che con un +18% raggiunge quasi il livello toccato dalla Cina.
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