Proteste
Altro sgombero: due arresti e un ferito
Intervento dei vigili in un edificio dell’Asl confinante con l’ex convento dei Frati Bigi. Agente morso da una donna rom
PISA. Polizia e carabinieri hanno sgomberato due giorni fa dall’ex complesso dei Frati Bigi una ventina di rom rumeni. Gli stessi che hanno occupato ieri una palazzina in rifacimento di proprietà della Asl confinante proprio con quella dei Frati Bigi. Questa volta sono intervenuti i vigili urbani e due degli occupanti, un uomo ed una donna, sono finiti in manette durante lo sgombero. Entrambi sono accusati di resistenza e violenza a pubblico ufficiale. La rom, in particolar modo, è accusata di aver dato un morso al gomito del vicecomandante Paolo Migliorini, che ci ha mostrato la ferita.
La rom, poco prima di essere caricata in macchina, ha cercato di “difendersi” gridando che Migliorini il morso se lo era dato da solo. Alcuni familiari della donna hanno chiamato un avvocato, che però non è mai arrivato. Sono state ore di tensione quelle vissute ieri pomeriggio nella palazzina di malattie mentali di via Ippolito Rosellini. I rom infatti erano circa una ventina e tra di loro c’erano 6 bambini. La polizia municipale è intervenuta con grande dispiegamento di uomini (15 agenti e tra questi molte donne) e sul posto si sono portati anche funzionari dei servizi sociali della Asl, il direttore Rocco Damone.
«La palazzina è chiusa al massimo da un mese e mezzo - dicono dalla Asl – e qui stiamo ristrutturando per farci una ventina di ambulatori, sempre per la terapia di malattie mentali». I lavori di ristrutturazione veri e propri inizieranno tra circa due-tre mesi. Il complesso ha già le finestre con le grate, ma ciò non ha impedito che i rom entrassero:hanno forzato la serratura della porta di ingresso. La dinamica di come i rom siamo entrati nell’immobile ci viene spiegato dalla polizia municipale: gli occupanti, dopo essere stati identificati da polizia e carabinieri nella giornata di giovedì mentre erano dentro al complesso dei Frati Bigi, hanno abbattuto una piccola recinzione e sono entrati nella palazzina della Asl. La vicenda assume anche contorni curiosi, perché mentre gli operai riprendevano tranquillamente a lavorare nel cantiere dei Frati Bigi, i rom occupavano la palazzina accanto.
A questo punto si è reso necessario l’intervento della polizia municipale. I momenti di tensione si sono avuti nelle primissime fasi dello sgombero e cioè all’ingresso degli agenti nell’immobile e poi al momento dell’arresto dei due rom. I primi ad entrare nell’immobile, che aveva la porta aperta, sono stati proprio il vicecomandante Migliorini e diverse vigilesse. Non vi è stata dunque una vera e propria irruzione. E tutto, nel proseguo dell’operazione, si è svolto in maniera pacifica. I vigili hanno consentito ai rom di prendere i loro effetti personali, operazione che è durata oltre un’ora. Nel frattempo, la Asl aveva chiamato una ditta edile per murare due porte di ingresso ed alcuni ambienti all’interno dell’edificio. In una nota, il sindaco Marco Filippeschi dice: «Un intervento in linea con le nostre richieste, dato che non si possono fare allontanamenti da strutture di proprietà privata e poi tollerare l’occupazione abusiva di edifici pubblici: dobbiamo dare il segnale che situazioni del genere non possono essere tollerate. La preoccupazione dei residenti è comprensibile e l’amministrazione se ne è fatta interprete sollecitando anche i carabinieri, ma è chiaro che questo tipo d’intervento, da solo, non è sufficiente». Il riferimento è alla Regione, per giungere ad una più equa distribuzione della questione abitativa dei rom sul territorio toscano.
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