Il Tirreno

Pisa

Una tassa concordata con le categorie

di Daniele Benvenuti

Il vicesindaco replica alla Confcommercio sull’imposta di soggiorno. Intanto la Confesercenti accusa: «Un colpo al turismo»

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SAN GIULIANO. La tassa di soggiorno nel comune termale ha innescato, come era prevedibile, una serie di polemiche. Protagoniste Confcommercio e Confesercenti contrarie alla sua introduzione. Ieri era stato il direttore di Confcommercio Federico Pieragnoli ad attaccare il Comune termale; oggi arriva la dura replica del vice sindaco Juri Sbrana: «Comprendo le preoccupazioni e le motivazionI, del tutto legittime, da cui scaturisce la presa di posizione di Confcommercio - dice Sbrana -. È però totalmente infondata l’affermazione di Pieragnoli circa la mancanza di concertazione. Oltre a quella d’area svolta negli ultimi mesi dello scorso anno, la nostra amministrazione ha aperto un tavolo che ha svolto i propri incontri nelle date del 5 e 13 dicembre e ne ha previsto uno ulteriore (già convocato da giorni) per il prossimo 12 aprile. A tali incontri Confcommercio ha sempre partecipato e non ha mancato, come sempre, di dare il proprio contributo e di fornire utili suggerimenti. Quello che stupisce - conclude il vicesindaco -, non è la diversità di opinioni, ma il fatto che si neghi il percorso di concertazione svolto».

E sulla tassa arriva anche posizione di Confesercenti, con il coordinatore di Assoturismo Marco Ricci. «In un momento come l’attuale, dove forse, soltanto il turismo avrebbe potuto riportare qualche dato di crescita, l’introduzione di una nuova tassa ridurrà il volume di affari dell’intero settore. È un dato di fatto: un comune come San Giuliano, poteva dare invece un segnale diverso e aiutare il settore che soprattutto nel segmento termale trova grandi difficoltà. Confesercenti ribadisce la contrarietà alla tassa di soggiorno - conclude il coordinatore di Assoturismo -, plaudendo invece a tutti quei Comuni che hanno deciso di non applicarla. Per Confesercenti risulta però inutile concentrare l’attenzione sulla guerra contro i Comuni che applicano una tassa di cui hanno facoltà, semmai sarebbe più produttivo discutere in modo costruttivo la redistribuzione dei proventi della tassa, in modo che i benefici tornino sul sistema turistico rendendolo più competitivo e attrattivo: solo questo può compensare la perdita inflitta dalla tassa di soggiorno. Occorre pertanto affrontare il problema in modo maturo e ragionare piuttosto sulla modalità di applicazione della tassa, per non gravare sulle imprese in termini di appesantimenti burocratici, ma rispettando la loro operatività».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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