Sicurezza
Oltre 400 richieste di rimborso presentate ad Acque
I comitati pisani Acqua Bene Comune hanno intrapreso una nuova campagna in nome dell’acqua pubblica. Con un piccolo presidio di fronte al Punto Acque di via Frascani e la consegna delle prime...
PISA. I comitati pisani Acqua Bene Comune hanno intrapreso una nuova campagna in nome dell’acqua pubblica. Con un piccolo presidio di fronte al Punto Acque di via Frascani e la consegna delle prime 450 richieste di rimborso parziale sulle bollette, gli otto comitati pisani Acqua Bene Comune hanno così concretizzato lo sforzo profuso dallo scorso luglio ad oggi.
I due sì vincenti ai referendum del giugno 2011 avrebbero dovuto rendere più leggere del 18,18% le nostre bollette (eliminando dalla tariffa finale la remunerazione del capitale investito), ma sia per l’anno in corso, che per quello passato, Ato2 e Acque Spa hanno proseguito come se nulla fosse.
Si calcola che in ballo tra 2011 e il 2012 ci sia il rimborso di circa 38 milioni di euro ai cittadini pisani. I comitati si dicono pronti all’autoriduzione della bolletta, in assenza di risposte alle loro richieste.
Nel pomeriggio la risposta di Acque Spa: «Al momento attuale la definizione del nuovo sistema tariffario, conseguente all'esito referendario, compete, in base al decreto legge del Governo Monti n.201 (Salva Italia) convertito con legge 22 dicembre 2011 n.214, all'Autorità per l'energia elettrica e il gas, alla quale sono state delegate tutte le funzioni relative alla regolazione e al controllo dei servizi idrici. Acque Spa, come suo dovere e come ha sempre fatto, si atterrà scrupolosamente ai provvedimenti che verranno emanati, secondo le indicazioni delle autorità competenti. Fino a quel momento Acque Spa dovrà applicare le tariffe deliberate dall'Autorità d'Ambito e il regolamento vigente».
Carlo Palotti
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