Sicurezza
Sopralluogo al Don Bosco dei capigruppo consiliari
PISA. Il sopralluogo effettuato ieri mattina dalla conferenza dei capigruppo consiliari al carcere Don Bosco ha ribadito le criticità della casa circondariale riguardo allo stato dei detenuti, alle...
PISA. Il sopralluogo effettuato ieri mattina dalla conferenza dei capigruppo consiliari al carcere Don Bosco ha ribadito le criticità della casa circondariale riguardo allo stato dei detenuti, alle condizioni di lavoro del personale e alla struttura dello stabile. Prosegue così l’impegno del consiglio comunale nei confronti del penitenziario cittadino, protagonista di un susseguirsi di recenti accadimenti che si sono imposti all’attenzione generale: dall’evasione di due detenuti al cambio del direttore, fino alle manifestazioni di protesta del personale interno.
«Con la visita di ieri abbiamo voluto dare un segnale politico di impegno e attenzione volto a migliorare l’attività del carcere», ha sottolineato Titina Maccioni, presidente del consiglio comunale. Tutte le forze politiche concordano sulla necessità urgente di intervenire sulla situazione di degrado in cui versa la struttura, che non dispone di una sala d’attesa per i familiari dei detenuti, costretti ad attendere per ore all’aperto, né di un’area di accoglienza adeguata per permettere incontri e colloqui. «Anche il centralino, il controllo carcerario e l’impianto di telecamere interne - è stato sottolineato - sono carenti e inadeguati, così come gli spazi riservati a detenuti e personale, che sottolineano la vetustà della struttura».
Il contributo più concreto che l’amministrazione comunale intende offrire, insieme all’investimento di risorse economiche, è anche quello di un intervento diretto su soggetti che gestiscono attività interne al carcere. Un esempio è la possibile revisione dell’impianto idrico, gestito da Acque Spa, che con le sue perdite di acqua costa 600mila euro all’anno di consumi. Anche la fornitura di arredi e materiale sanitario per l’ospedale interno, a cura della Asl, può essere sollecitato dal mondo politico, che si dice disposto alla adozione di convenzioni atte a risolvere alcuni problemi specifici. E’ ferma, dunque, la volontà da parte del Comune di non considerare il Don Bosco un corpo estraneo alla città, ma una parte importante e integrante di essa, da sostenere nelle difficoltà con un monitoraggio periodico e da aiutare con azioni concrete.
Raffaella Ioannone
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
