Il Tirreno

Pisa

Studentessa si uccide a 15 anni per amore

di Candida Virgone
Studentessa si uccide a 15 anni per amore

Si impicca in casa dopo una delusione e afflitta dai brutti voti presi a scuola: la trovano i genitori nella sua cameretta

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PISA. Laura aveva 15 anni, un piccolo grande amore e qualche insufficienza a scuola. Insomma viveva con i piccoli grandi problemi di tutti gli adolescenti, problemi che a noi, se ci guardiamo indietro, sembrano roba da poco, ma che a quell’età diventano montagne difficili da scalare. E infatti anche Laura (il nome è di fantasia, non solo in ossequio alla legge sulla privacy e a quella sui minori, ma anche e soprattutto per una volontà editoriale precisa, nel rispetto di chi ha fatto tragicamente scelte così estreme) era alle prese con un piccolo amore finito da poco e i brutti voti presi a scuola e si sentiva così giù che lunedì sera, mentre papà e mamma erano di là a guardare la tv, ha preso una corda, l’ha fatta passare attraverso una trave del soffitto e si è impiccata.

L’hanno trovata così, senza più vita, proprio i suoi genitori, verso le dieci e mezza di sera, e hanno tentato inutilmente di aiutarla sperando di poterla salvare. Ma il cuore della ragazzina aveva cessato di battere per sempre.

Accanto al letto una lettera per loro e poche parole, che ai suoi sono apparse incomprensibili, perché nessuno in famiglia pensava che questo momento di difficoltà fosse così nero per la piccola Laura. «Sono stanca e delusa dalla vita - ha scritto - mi sento la pecora nera di questa famiglia e non ho più il coraggio di andare avanti, non ce la faccio più». Poche righe sincere, scritte con il cuore gonfio di tristezza, con chissà quale angoscia che le divorava l’anima, non confessata chiaramente a nessuno, non percepita da nessuno, poche parole che per i genitori sono state peggio di una fucilata.

Una storia semplice, triste, come tante, che è avvenuta in un piccolo centro alle porte di Pisa, in una famiglia come tante, padre operaio e mamma infermiera, gente tranquilla venuta dal Sud qualche anno fa e che in una delle piccole comunità che si susseguono nella zona del Lungomonte, con stesse caratteristiche di ambienti operosi e omologati, si era ambientata. Laura veniva a scuola a Pisa e faceva il secondo anno delle superiori. Aveva qualche insufficienza e la mamma per questo l’aveva sgridata. Ora non si dà pace. «Forse le sono stata troppo addosso», ripete.

E ieri, abbracciando la bara bianca, le chiedeva fra le lacrime: «Perché l’hai fatto?». Una bara che aveva voluto di un bianco immacolato e che gli operatori della Pubblica Assistenza, per accontentarla, hanno dovuto cercare a lungo. Il corpo di Laura è stato riconsegnato subito, ieri mattina, dopo gli accertamenti medico-legali che hanno escluso ogni altra possibile ipotesi alla fine tragica di questa adolescente, ai suoi familiari. Ed oggi il feretro immacolato partirà per il Sud, per il luogo di origine della famiglia. Sono intervenuti i carabinieri della Compagnia del Comando provinciale, diretti dal pm Giancarlo Dominijanni.

Ieri alla Pubblica Assistenza, dove è stata allestita la camera ardente, tanti ragazzini venuti a salutare l’amica che appare ancora felice e sorridente, fra le braccia del suo piccolo grande amore, sulle pagine di facebook. All’abbraccio gelido di una morte senza perché, sopravvive sul web il profilo di una ragazza come tante, una ragazza che sembrava correre felice e senza pensieri incontro alla vita e che invece non è riuscita a superare da sola gli ostacoli dell’adolescenza.

(ha collaborato Cesare Bonifazi)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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