La manifestazione
I testi scritti nel 1200 finiscono nel computer
Conservati nella Biblioteca Cateriniana appartennero ai frati domenicani che vivevano e studiavano nel convento
PISA. I testi sono di inestimabile valore. Manoscritti e incunaboli del 1200, codici miniati, testi antichi religiosi ma anche di scienza, medicina e filosofia ricercatissimi da studiosi di tutto il mondo. Stiamo parlando della “Biblioteca Cateriniana”, una realtà che in pochi conoscono, ma che al suo interno conserva tesori che fanno la goia di bibliofili, teologi, scienziati. In questa biblioteca sono conservati i volumi che appartenevano al convento dei frati domenicani che, nel 1200, vivevano e studiavano là dove ora si trova la scuola Santa Caterina. Alla scoperta di questo tesoro, ci accompagnano il direttore don Roberto Filippini e la bibliotecaria Silvia Nanniperi. Oltre alla parte antica (dove sono conservati 20mila volumi), c’è anche la biblioteca moderna e contemporanea con altrettanti volumi.
Sulla “Biblioteca Cateriniana” c’è l’interesse della Regione Toscana e della Scuola Normale di Pisa. Infatti, i testi più antichi e di maggiore valore sono oltre 200 e un centinaio sono stati digitalizzati. Un’operazione in fase di realizzazione grazie al finanziamento della Regione e alla collaborazione tecnica della Scuola Normale attraverso il laboratorio “Lartte” il cui direttore è Salvatore Settis.
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