Il dolore
Corruzione e disuguaglianza sociale, ecco i veri problemi
Un paese che cresce poco sul piano sociale e culturale come l’Italia negli ultimi anni - si pensi alla devastazione del mondo dei saperi, della ricerca, della scuola, delle università, si pensi all’a...
Un paese che cresce poco sul piano sociale e culturale come l’Italia negli ultimi anni - si pensi alla devastazione del mondo dei saperi, della ricerca, della scuola, delle università, si pensi all’aumento della forbice tra retribuzioni basse e alte, al più basso livello salariale d’Europa, agli anni furenti e irresponsabili del berlusconismo - non produce più quegli anticorpi di legalità e di osservanza dei principi costituzionali che sono a fondamento della coesione sociale.
Non dimentichiamo i 120 miliardi di euro di evasione/elusione fiscale annui e gli altrettanti miliardi di euro come fatturato delle grandi organizzazioni criminali italiane.
Alzi la mano chi ritiene, in un quadro di insopportabile ingiustizia sociale, con le fasce deboli e quelle medie colpite da provvedimenti iniqui imposti dall’Europa delle banche, che la priorità del Governo e della maggioranza che lo sostiene debba essere lo svuotamento dell’articolo 18 e la sua sostanziale abolizione.
È una menzogna sostenere che la facilità di licenziare, affermazione già in sé aberrante, produce una maggiore volontà di assunzione da parte delle aziende.
È una colossale menzogna la tanto sbandierata “flessibilità” in entrata, sostenuta da centrodestra e da parti consistenti di centrosinistra, con le sue inattaccabili 46 tipologie diverse di contratti atipici: ha forse portato maggiore occupazione giovanile?
In questo Paese esiste da almeno un ventennio una grande e pesantissima questione di giustizia sociale che come una malattia cronica talvolta non dà sintomi, ma c’è.
Eludere una risposta forte a questa necessità di cambiamento, con un’Europa che auspicabilmente invertirà la propria tendenza politica nei prossimi mesi, significa essere fuori dalla storia. E non basterà certo una legge elettorale che santifica l’automantenimento dei due grandi partiti italiani a salvarli.
Massimiliano Casalini
capogruppo consiliare di Sel alla Provincia di Pisa
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