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Addio a Tolaini, studioso innamorato di Pisa
Ha dedicato la vita alla storia e all’urbanistica della città pubblicando una serie di opere la più importante delle quali rimane “Forma Pisarum”. Aveva 89 anni
PISA. La città ha perso uno studioso illustre: il professor Emilio Tolaini, accademico d’onore dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, che ha dedicato la vita alla ricostruzione della storia di Pisa, in modo particolare di quella urbanistica.
Aveva 89 anni e abitava in via Fratti. Lascia la moglie e una figlia. Dalla tarda mattinata di oggi la salma sarà composta all’obitorio della Pubblica Assistenza (alle 17.30 è attesa la visita del sindaco), poi giovedì mattina sarà trasportata al cimitero.
Con le sue opere (la più importante rimane “Forma Pisarum”) il professor Tolaini ha contribuito a creare un'identità cittadina attraverso l’esatta ricollocazione degli eventi, dei movimenti, delle epoche che hanno lasciato una traccia visibile nell'aspetto di Pisa.
Tolaini ha saputo affrontare le varie epoche che hanno scandito la storia della città: le origini, la città etrusca, quella romana, le strade, il porto, l'espansione e declino della città antica, la città altomedievale, la definizione urbanistica del Duomo, le attività mercantili e artigiane, il governo di Cosimo dei Medici, il governo illuminato di Pietro Leopoldo, l'età Napoleonica e la restaurazione lorenese.
Tolaini era nato nel 1923 a Pisa, dove si era laureato in lettere nel 1949 con Matteo Marangoni. Dopo un incarico quinquennale a Parigi nei servizi culturali dell'Ambasciata d'Italia, dal 1956 aveva insegnato Storia dell'Arte negli Istituti d'istruzione artistica, Istituto d'Arte di Pisa, Liceo Artistico di Carrara, Accademia di Belle Arti di Carrara, e dal 1975 al 1992 nell'Accademia di Belle Arti di Firenze.
Nel 1946 aveva collaborato alla realizzazione della Mostra della Scultura Pisana del Trecento e da quel momento aveva svolto ricerche di scultura e di architettura medievale, specialmente di urbanistica.
Tra le sue opere, oltre a “Forma Pisarum”, si ricordano “Studi di topografia pisana antica e moderna”, “Pisano antico, le parole del mare”, “Pisano antico, le parole delle arti”, “Pisa, (Le città nella storia d'Italia)”, “Lo sposalizio del mare”, “Le mura del XII secolo e altre fortificazioni”, “I ponti di Pisa”, “Pisa la città e la storia”, “Campo Santo di Pisa, progetto e cantiere”.
A queste si aggiungono le due edizioni, del 1961 e del 1962, dell'"Almanacco pisano" e, nel 1963, del “Gioco pisano dell'Oca”. Suoi articoli sono apparsi su “Bollettino Storico Pisano”, “La Critica d'Arte”, “Belfagor”.
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