Il Tirreno

Pisa

Vertenza all’ospedale su rischio radiologico e mancato turn-over

di Giovanni Parlato
Vertenza all’ospedale su rischio radiologico e mancato turn-over

Il sindacato annuncia battaglia: il personale scarseggia e le ore di straordinario pagate sono inferiori a quelle fatte

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PISA. All’Azienda ospedaliera universitaria si profila una battaglia con le rappresentanze sindacali su due temi: il rischio radiologico e il mancato turn-over per lunghe malattie e gravidanze.

La miccia che ha acceso le polveri è stata una comunicazione di ieri mattina dell’Azienda secondo cui una parte del personale infermieristico (la categoria B) è stata esclusa dalle indennità del rischio radiologico che tradotto in termini concreti vuol dire perdere soldi (circa 100 euro al mese) e giorni aggiuntivi di riposo. «In base a nuovi criteri stabiliti dall’Azienda ci siamo trovati di fronte a questa situazione», spiega Marco Frediani, responsabile aziendale Cgil per tutto il comparto (infermieri, amministrativi e tecnici).

«L’indennità per il rischio radiologico non cambierà per la categoria A, ovvero per chi è direttamente esposto come i tecnici di radiologia - spiega Frediani -, invece sarà tolta alla categoria B, come infermieri e operatori socio-sanitari esposti potenzialmente al rischio. Secondo l’Azienda questi lavoratori sono sottoposti al rischio radiologico con valori al di sotto di quelli stabiliti dalla legge, pertanto non rischiano nulla. Ma ci sono, invece, sentenze contrarie a quanto sostiene l’Azienda».

Di questi tempi, perdere circa 100 euro in busta paga non è poco, ma anche perdere giorni di riposo aggiuntivi è un altro motivo per alzare la voce. E sul contenzioso, le rappresentanze sindacali sono pronte ad aprire un altro fronte di battaglia sulle “dotazioni organiche”. «Soffriamo di una grave carenza di personale non solo sanitario - continua Marco Frediani -. Abbiamo mediamente cento lavoratori l’anno che a causa di lunghe malattie e gravidanze mancano dal posto di lavoro. L’accordo con l’Azienda dice chiaramente che queste persone devono essere sostituite tutte, ma questo non accade. Il mancato turn-over si traduce in lavoro che si scarica sul resto delpersonale chiamato a numerose ore di straordinario. Ma il fondo non basta e superata una certa soglia, lo straordinario non viene più pagato e subentrano le ore di recupero che vanno a formare, teoricamente, giornate di riposo. Oggi - continua il sindacalista - siamo arrivati alla situazione in cui le ore a recupero superano quelle pagate. Infatti, le prime sono, complessivamente, 139mila a fronte delle 132mila di straordinario. Ogni ora di straordinario è pagata mediamente15 euro. L’Azienda non pagando 139mila euro di straordinario ha risparmiato di fatto circa 2 milioni di euro sul personale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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