Il Tirreno

Pisa

Negozi aperti a Pasqua anche nel centro storico

di Daniele Benvenuti
Negozi aperti a Pasqua anche nel centro storico

È il risultato dell’abbinata tra il decreto sulle liberalizzazioni del governo e della sentenza del Tar che aveva sospeso l’ordinanza del Comune

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PISA. Per la prima volta negozi aperti per Pasqua e Pasquetta sia nel centro storico che in periferia. È il risultato del decreto sulle liberalizzazioni voluto dal governo Monti in materia di orari dei negozi. Ma, soprattutto, della sentenza del Tar che ha sospeso l’ordinanza che a gennaio aveva fatto il sindaco Filippeschi, riproponendo un calendario di aperture festive che ogni anno aveva trovato l’accordo di tutti i soggetti coinvolti (sindacati, associazioni dei commercianti, grande distribuzione, consumatori); calendario che non preveda saracinesche aperte nelle tradizionali ricorrenze sia religiose che laiche (dalla Pasqua al 1º Maggio, dal Natale al Capodanno).

Adesso si gira pagina e tutti i limiti imposti sono decaduti con facoltà al commerciante (o alla grande distribuzione) di decidere se rimanere aperti o meno. La novità riguarda proprio la Pasqua e la Pasquetta, intanto. In questi due giorni, infatti, anche i negozi del centro storico (che invece non hanno limiti di chiusura in tutte le altre domeniche) dovevano rimanere chiusi. Addirittura gli altri anni, il Comune aveva varato un calendario a rotazione per avere pubblici esercizi aperti o Pasqua o il giorno dopo.

Su questa vera e propria rivoluzione, non influirà minimante l’udienza che oggi il Tar di Firenze ha fissato in merito al ricorso di Mediamarket (l’azienda proprietaria del punto vendita Mediaworld di via Matteucci) proprio all’ordinanza del sindaco del 24 gennaio. Il Tar, l’8 marzo con un decreto a firma del presidente Angela Radesi, aveva già sospeso la sua efficacia in via cautelare in attesa dell’udienza di oggi. Nell’aula del tribunale amministrativo i legali del Comune, comunque, non presenteranno opposizione al provvedimento, proponendo loro una sospensione dell’efficacia dell’ordinanza in questione. Tutto questo in attesa di giugno quando la Corte costituzionale entrerà nel merito delle competenze tra governo e enti locali sulle materie del commercio. Se la Corte riterrà che il governo possa intervenire, come fatto dal presidente Monti, a quel punto non ci potranno più essere limiti alle aperture.

Nell’attesa c’è la possibilità per tutti i negozi di rimanere sempre aperti. E nessun accordo tra “gentiluomini” come aveva ipotizzato l’assessore Giuseppe Forte all’indomani del primo provvedimento del Tar: «Avevo lanciato la proposta di un tavolo per discutere una sorta di calendario anche in assenza di norme che lo prevedessero - dice Forte - Una proposta che però non ha trovato la disponibilità di Federdistribuzione. A questo punto non resta che attendere la Corte costituzionale per capire come muoversi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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