Il Tirreno

Pisa

Gli amici a caccia di tracce di Roberta

di Candida Virgone

Il pm: «Le indagini proseguono ogni giorno, anche con ricerche mirate, senza tralasciare nulla»

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PISA. La cercano dappertutto. Da giorni, alcuni amici di Roberta Ragusa, l’imprenditrice di 45 anni scomparsa da Gello di San Giuliano nella notte del 13 gennaio scorso, stanno cercando nei dintorni di Gello a caccia di tracce che possano far luce sulla sua misteriosa sparizione.

Si tratta di un gruppetto di amici fidati e di conoscenti che vogliono rendersi utili, mentre su facebook è partita ormai da giorni un’altra iniziativa.

Gli amici del web, quelli nati sabato 14 gennaio dopo l’appello lanciato dal figlio di Roberta, il quindicenne studente ginnasiale Daniele Logli, hanno organizzato una sorta di battuta che dovrebbe avvenire in zona dopo Pasqua.

Inizialmente si era pensato alla data di domenica 15 aprile, ma è in atto una sorta di coordinamento con le forze del territorio.

«Anch’io ho consigliato questo - spiega il sindaco di San Giuliano Terme, Paolo Panattoni - perché penso che per fare una cosa del genere è bene avere le necessarie autorizzazioni, soprattutto in vista del fatto che vasti appezzamenti di terreno sono privati e sarebbero quindi invalicabili, e poi anche per coordinarsi con le autorità e fare una cosa che possa essere utile a tutti». Al sindaco e alla protezione civile gli organizzatori si erano rivolti per un sopporto. Per ora è in programma l’allestimento di pullman in partenza all’alba del giorno stabilito da Saluzzo, che potrebbe concentrare molti degli utenti del web residenti al Nord.

Intanto, come precisa il pm titolare dell’inchiesta, Aldo Mantovani, «le indagini continuano ogni giorno, con ricerche sia su segnalazioni specifiche, che mirate su alcuni punti del territorio». Per il momento a piccoli tratti, dopo Pasqua probabilmente in maniera più estesa.

E non mutano le ipotesi. «Si cerca ancora a 360º - ribadisce Mantovani - senza escludere ancora alcuna pista e il reato ipotizzato finora, ma solo in astratto, lo ripeto, resta quella di omicidio volontario».

Contro il marito, Antonio Logli, 48 anni, per quanto sia l’unico iscritto sul registro degli indagati, non ci sarebbe per il momento nulla di tangibile. Pesa l’aver taciuto, ma solo inizialmente, la sua relazione con Sara, baby sitter di famiglia e poi segretaria dell’autoscuola Futura, che l’uomo gestiva con la moglie e il padre, Valdemaro, a due passi da casa, nella stessa via Dini.

E l’aver taciuto, ma solo nelle prime ore, il filo diretto con l’amante grazie a due cellulari clandestini per il resto del mondo e gettati via a ridosso della scomparsa di Roberta, ma poi fatti ritrovare e consegnati agli inquirenti.

Pesa anche la freddezza di tutta la famiglia Logli rispetto alla scomparsa di una donna che nel racconto di chi la conosceva appare come prigioniera di un mondo ostile in cui si sarebbe sentita ospite, infelice e senza via d’uscita.

Una donna della quale due figli da lei adorati oltre ogni limite, la piccola Alessia, 10 anni, e Daniele, non sanno nulla da ottantuno, lunghissimi, giorni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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