Sicurezza
I balneari: no all’asta delle spiagge
La protesta sostenuta dalla Lega per tutelare «un servizio made in Italy»
Oltre 120 persone nei locali del “Barbarossa” per dire ribadire il no all’asta delle spiagge.
Non poteva essere più partecipata e unitaria la protesta dei titolari degli stabilimenti balneari del litorale pisano, da Calambrone a Marina, i quali hanno trovato nella Lega la forza politica che ha sposato la loro causa.
Presenti i sindacati di categoria, in testa Confcommercio e Confesercenti, Claudio Morganti, eurodeputato toscano, e l’intera classe dirigente pisana del Carroccio: in primis il consigliere provinciale Roberto Sala, la commissaria Ilaria Berri, Stefano Signorini, Francesco Fischietti, Susanna Ceccardi ed altri. È stata messa a fuoco e discussa la complessa problematica del settore. Moderatore Alessio Giovarruscio. Tra gli interventi più critici, a difesa del movimento dei balneari, quelli di Enrico e Fabrizio Fontani, della Sib Confcommercio, di Alessandro Cordoni, presidente Confesercenti del litorale, dell’imprenditore Stefano Signorini. Tutti hanno delineato le buone ragioni della battaglia a tutto campo per tutelare «un servizio made in Italy che è eccellente e interessa in Italia 30mila medie e piccole imprese, più che altro di tipo familiare, che operano in riva al mare, lavorano e danno lavoro a salvaguardia anche dell’ambiente contro degrado e abbandono».
«I diritti conquistati li difenderemo, anche con le cattive», hanno tuonato i balneari.
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