Il Tirreno

Pisa

Via Crucis del lavoro con l’arcivescovo nel nome di Toniolo

di Pierluigi Ara
Via Crucis del lavoro con l’arcivescovo nel nome di Toniolo

All’insegna del pensiero del grande sociologo cattolico il corteo religioso è stato dedicato a precari e disoccupati

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CALCI. Grande partecipazione di lavoratori alla via Crucis del lavoro, che si è svolta nel centro del paese. Il corteo religioso, guidato dall’arcivescovo monsignor Giovanni Paolo Benotto e da don Antonio Cecconi, si è mosso dall’area prospiciente il cimitero della propositura per raggiungere la Pieve.

Vi hanno preso parte numerosi sacerdoti della diocesi, a cominciare dal cancelliere monsignor Giuliano Catarsi. Due ceri a contorno della grande croce nel lento procedere in un’atmosfera di alta suggestione, densa di significati. Le quattordici stazioni della via Crucis caratterizzate da riflessioni e commenti imperniati sugli scritti di Giuseppe Toniolo. Al grande sociologo del cattolicesimo, docente all’università di Pisa, del quale è in corso la causa di beatificazione, è stata dedicata una pregevole pubblicazione realizzata in particolare da don Cecconi (con l’apporto di don Giovacchini), dal titolo “Via Crucis del mondo del lavoro” (la meditazione introduttiva dell’arcivescovo), a cura delle Acli provinciali in collaborazione con l’ufficio di pastorale sociale. Le tappe della passione scandite dal canto corale, punteggiate dalle invocazioni, accompagnate dall’adorazione in un crescendo capace di commuovere e toccare i cuori. In un perfetto sincronismo le coreografie d’assieme.

Gli altoparlanti, lungo il percorso, hanno diffuso dall’interno del tempio i momenti salienti della liturgia e poi i pensieri di Toniolo, declamati da Antonio Masoni, interprete di successo del mondo dello spettacolo. Centrali le sfide del nostro tempo, nella ricerca di una società più giusta, nella tutela della dignità, nel rispetto della persona privilegiando giustizia e pace. Messo a fuoco il mondo del lavoro che sta vivendo una dura via Crucis. Portano la croce disoccupati, precari, sfruttati, non di rado vittime di egoismi, oggetto di prepotenze e prevaricazioni, stritolati dalla logica del profitto. Toniolo si battè per il riscatto sociale del lavoro. Vero pioniere prospettò soluzioni possibili nella ricerca di una più equa convivenza. Equilibrio, amore, fraternità e uguaglianza le bussole del suo vivere. Il messaggio rilanciato nelle stazioni della via Crucis. Un posto particolare per gli umili e gli oppressi nella consapevolezza che Cristo stesso era un operaio e aveva patito umiliazione e ingiustizia. «L’operaio non è solo uno strumento di produzione, ma è soprattutto un uomo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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