Attenzione
Qualcuno vuole far sparire la caccia dal litorale pisano
Ho letto con molto interesse la lettera di Davide Lunardi, presidente della Federcaccia di Marina, apparsa sul Tirreno di domenica 25 marzo, dal titolo “Attenti alle divisioni, fanno soltanto danni”....
Ho letto con molto interesse la lettera di Davide Lunardi, presidente della Federcaccia di Marina, apparsa sul Tirreno di domenica 25 marzo, dal titolo “Attenti alle divisioni, fanno soltanto danni”. Lunardi prende atto del diniego da parte dell’amministrazione comunale, della concessione di porzioni di terreno per la realizzazione degli appostamenti fissi per la caccia al colombaccio e alla minuta selvaggina (tordi). Riporto testualmente: «Ci sono pareri degli uffici tecnici e di controllo negativi in merito e pertanto non c’è niente da fare per i capanni». Mi stupisce questa affermazione detta proprio dal presidente della più numerosa associazione venatoria di Marina. Lui prende solo atto e niente di più, mentre a Pisa continuano gli incontri con l’amministrazione a cui partecipano addirittura Marco Salvatori, presidente provinciale della Fidc, Claudio Tani, vicepresidente regionale della Fidc, e Mauro Bettini, presidente dell’Atc 14, tutti impegnati nel cercare di superare questa situazione che rasenta il paradosso per il modo con cui si è prodotta.
Ma Lunardi si spinge oltre e dichiara che «è un momento difficile a causa di divieti e carenza di spazio vitale per un decente esercizio venatoria». In sostanza Lunardi giustifica la fine di questa forma di caccia, lasciando intendere che nelle pinete del litorale la caccia non ha più ragione di essere perché non è decente. Ci dica allora come intende proporre un decente esercizio venatorio e soprattutto se questa è una sua personale posizione o di tutta la Federcaccia.
Ricordo che la caccia da appostamento nell’area contigua del Parco è regolamentata dal calendario venatorio provinciale e gli appostamentì fissi sono il frutto di un accordo tra Provincia, Comune, Parco e Atc 14, accordo che, anche inconsapevolmente, è stato rotto dalla decisione unilaterale dell’amministrazione comunale presa (questo è più grave) rifugiandosi dietro particolari pareri tecnici.
In merito poi alle divisioni a cui si riferisce Lunardi, credo siano costruite ad arte, con l’unico scopo di iniziare un percorso per far cessare la caccia sul litorale.
Farebbe bene, Lunardi, a convocare subito una assemblea degli iscritti alla Federcaccia di Marina, spiegando queste sue affermazioni e confrontandole con quelle di moltissimi cacciatori che, al contrario, sostengono che la caccia, per le sue regole precise, dettate da leggi e normative, è oggi una grande attività che permette di curare, tutelare e soprattutto conservare gli ambienti naturali.
Gianfranco Della Bartola
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