Il dolore
«Mi scambiano per Roberta Ragusa»
Sotto assedio imprenditrice di Migliarino confusa con la mamma scomparsa a metà gennaio da Gello di San Giuliano
PISA. «Sono costretta a ripetere continuamente che non sono la signora scomparsa. Se vado in giro, entro in un negozio a comprare il pane, vado a fare la spesa, prendo un caffè al bar mi sento osservata». Lo racconta Tiziana Duè, una pisana che da un po’ di tempo gestisce a Migliarino il ristorante della club house della tenuta Isola. Spesso la scambiano per Roberta Ragusa, l’imprenditrice di Gello di San Giuliano scomparsa da casa sua, in via Ulisse Dini, il 13 gennaio.
«A volte - aggiunge Tiziana - mi è successo anche di guardarmi addosso per vedere se c’era qualcosa che non andava: a quel punto l’interlocutore di turno mi ha tranquillizzato: “No signora, non c’è nulla che non va, è che lei assomiglia talmente a quella signora scomparsa che ci chiedevamno se non fosse lei...”».
Lo scatenarsi dell’attenzione mediatica nazionale sul caso della titolare dell’autoscuola Futura che non si trova da quasi ottanta giorni ha creato un clima emotivo teso e allarmante. Di fatto risulta braccata qualunque donna abbia anche una vaga somiglianza con Roberta Ragusa, 45 anni compiuti durante la sua assenza, pochi giorni fa, primo giorno di primavera, e due ragazzini, Alessia, 10 anni, Daniele, 15, che aspettano disperati giorno dopo giorno di avere una qualche notizia della mamma svanita nel nulla. Pochi giorni fa è successo alla praticante di uno studio legale di Ghezzano, Cristiana, 39 anni. Ha dovuto dapprima spiegarlo ai carabinieri che con Roberta Ragusa non c’entrava nulla e poi a stampa e tv radunatisi davanti al suo ufficio. L’aveva vista un’amica di Roberta ed era così convinta che si trattasse di lei da rivolgersi al nucleo investigativo dei carabinieri.
A Tiziana Duè succede la stessa cosa da fine gennaio e deve spiegare a tutti quelli che la osservano con curiosità di aver ben poco anche fare con il caso Ragusa.
«Il fatto è che io abito a Colignola - aggiunge Tiziana - ed ora gestisco il ristorante dell’Isola, per cui mi vedono chiaramente girare in zona. Ho gli occhi chiari, i capelli castani e la confusione praticamente è quotidiana, anche se la somiglianza è vaga, ma la gente si basa sulle foto che vede sul giornale, più che sulla conoscenza diretta della persona. Se può servire ad avere meno attenzione e a farmi stare più tranquilla lo ribadisco: non c’entro. Mi dispiace per quel che è accaduto alla signora e mi auguro con tutto il cuore che questa situazione possa risolversi quanto prima, per lei, ma soprattutto per i figli che l’aspettano con ansia. Mi immedesimo anche nel dolore di questa famiglia e mi dispiace che allarmi continui come questi possano generare false speranze, specie nei parenti».
Intanto l’indagine - diretta dal sostituto procuratore Aldo Mantovani, che coordina il nucleo investigativo dei carabinieri, del capitano Michele Cataneo - appare in una fase di stallo. Partita inizialmente dall’allontanamento volontario, sulla base della descrizione dei fatti fornita dai familiari, il marito Antonio Logli, 48 anni, e i suoceri, Valdemaro e Giancarla, ha sempre spaziato in un certo senso a 360º e si è allargata a metà febbraio con l’ipotesi di omicidio volontario, approdando, alla fine dello stesso mese all’arrivo dei Ris, reparto investigazioni scientifiche dei carabinieri, con la notifica per il coniuge di un avviso di garanzia. Logli, per ora, è l’unico iscritto sul registro degli indagati per omicidio, ma contro di lui ci sarebbe ben poco. Pesano le bugie sulla sua relazione con la segretaria e sui telefonini che gli amanti usavano per parlare fra loro, distrutti e poi consegnati agli inquirenti, più le chiacchiere di paese che hanno avuto in ogni caso il loro peso ma che hanno anche innescato anche un clima da caccia alle streghe.
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