Il Tirreno

Pisa

Ecco X-Cave, il teatro virtuale

di Francesco Loi
Ecco X-Cave, il teatro virtuale

Una stanza di 16 mq con immagini in 3D: progettato dal Sant’Anna, è il sistema più grande d’Italia

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PISA. S’inforcano gli occhiali, tipo quelli del cinema per la visione di film in 3D; e s’indossano i soprascarpe. A quel punto si è pronti per entrare nel “teatro virtuale” più grande d’Italia. Una stanza di 16 metri quadrati, in cui pareti e pavimento sono sostituiti da grandi superfici proiettate. Un’avvertenza: bisogna essere pronti ad immergersi in una specie di dimensione parallela che, da virtuale, finisce per coinvolgere i sensi (vista, udito e tatto).

Ci siamo. Certo, fin quando l’operatore lancia il programma del grande acquario tropicale, tutto ok. Coloratissimi pesci della barriera corallina si muovono, ti sfiorano, volteggiano. Bene anche il viaggio nel Camposanto monumentale: un tuffo nella storia dove il 3D evolve in 4D mostrando l’evoluzione nel tempo della storia di quel luogo. Le cose invece iniziano a complicarsi quando il programma è quello delle montagne russe: percezione fortissima, su e giù, discese mozzafiato e sterzate che fanno quasi perdere l’equilibrio. Poi si torna nella cultura, ma nella voragine infernale pensata da Dante: si scende pian piano e si aprono i canti dell’Inferno; di sicuro, studiare così la Divina Commedia non è lo stesso.

Ecco, procedendo per esempi, tutto questo è l’X-Cave: il teatro virtuale più grande d’Italia. Si trova nei locali del laboratorio Percro del Tecip (istituto di tecnologie delle comunicazione, dell’informazione e della percezione) della Scuola Sant’Anna, alla Fontina. Questo sistema è stato sviluppato dai ricercatori della scuola. «L’utilizzatore - spiegano - si troverà immerso in un nuovo mondo tridimensionale, fatto rivivere in maniera artificiale, ma così reale da ingannare anche la mente». E’ il risultato di dieci anni di ricerca nell’area dei computer graphics e della visualizzazione immersiva. «Abbiamo finalmente creato anche in Italia un sistema tra i più avanzati, totalmente progettato e realizzato a Pisa», dice Franco Tecchia, coordinatore del progetto e ricercatore del Sant’Anna.

La creazione di questo software è uno dei risultati di maggiore successo del team pisano: il prodotto, già noto nel mondo scientifico, viene utilizzato da prestigiosi istituti come l’University Colle di Londra e l’Università di Barcellona. Le immagini in 3D sono generate da 18 proiettori hd-ready, controllati a loro volta da 6 workstation grafiche per una risoluzione totale di oltre 16 milioni di pixel.

Le applicazioni di X-Cave? Sono varie: dalla ricostruzione di luoghi ed edifici a scopi archeologici, allo studio dell’architettura, al design industriale, fino alla visualizzazione di complessi fenomeni fisici o di astratti processi matematici. «Ma - aggiungono quelli del team - lo studio dell’interazione tra uomo e realtà digitale permetterà anche esperimenti scientifici sui meccanismi e sui processi alla base della percezione umana, coinvolgendo settori quali le neuroscienze e la psicologia sperimentale». Per potenziare la simulazione saranno introdotti dispositivi robotici che consentiranno di interagire in maniera attiva, come, ad esempio, guanti sensorizzati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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