Toscana
Prof sotto accusa a veterinaria Boccia troppo, esami da incubo
Raccolta di firme degli studenti , ma il preside salva la didattica: se la preparazione nelle scuole non è all’altezza basta frequentare i corsi di recupero organizzati dalla facoltà all’inizio dell’anno
PISA. In una facoltà come quella di Veterinaria è quasi offensivo parlare di “bestia nera”, eppure l’esame di fisica riveste proprio questo ruolo per alcuni: chi non riesce a passare il test per quel modulo didattico, negli anni ha raccolto firme e ha richiesto l’intervento del preside, Alessandro Poli. Questi oggi ammette l’esistenza del “problema fisica”; ma nega nella maniera più assoluta che il corpo docente sia rimasto immobile: prova ne è l’istituzione di corsi di recupero a inizio di ogni anno, tenuti da supervisori delle ex Ssis, le Scuole di specializzazione per l’insegnamento secondario.
La vicenda riguarda alcuni studenti di Tacrec e di Taaec: il primo, Tecniche di allevamento del cane di razza ed educazione cinofila, è un corso che è stato disattivato tre anni fa, ma per il quale gli studenti in regola con le tasse universitarie possono continuare a dare esami; l’altro, Tecniche di allevamento animale ed educazione cinofila, è la nuova laurea triennale che sostituisce la precedente dall’anno accademico 2011/12, quello attuale. Ebbene, scaricando i dati dal portale della facoltà, gli iscritti hanno notato che solo pochissimi di loro nell’ultimo anno sono stati promossi: il 14% di Tacrec e il 25% di Taaec. E attribuiscono i risultati alla rigidità del professore titolare dell’insegnamento: Riccardo Mannella.
A Veterinaria, dopo un’analisi della situazione, sfornano due letture, una su Tacrec/Taaec e la seconda sugli altri corsi ai quali Mannella fa didattica frontale: le ultime matricole di Tacrec risalgono al 2008/09 ed erano 146; di quel totale, coloro che hanno superato fisica sono 72, cioè la metà in percentuale, senza contare quanti hanno abbandonato gli studi. L’altro dato: è vero che nell’ultimo appello solo uno di Tacrec è stato promosso, ma è anche vero che negli altri due corsi di laurea tenuti da Mannella, la media di promossi è molto più alta. Allora l’ostacolo è nel docente o nella natura del corso?
Prima di rispondere è opportuno evidenziare che sia i ragazzi che il preside concordano su un punto: nessuno vuole che gli esami siano “regalati”. Le lauree, nonostante le ipotesi di riforma, conservano ancora un valore legale. Tacrec e Taaec sono classificati dal ministero dell’Università come “classe 40” e quindi la facoltà è tenuta a fornire e pretendere certe nozioni, grazie alle quali il titolo di studio permette l’iscrizione anche all’albo degli Agronomi.
Inoltre, va detto che le statistiche ministeriali mostrano che corsi come quelli di educazione cinofila possono attrarre studenti che provengono più dalla città che dalla campagna e più da scuole dove le materie scientifiche non hanno la stessa importanza che trovano altrove. Pertanto può capitare che ragazzi pur bravissimi abbiano difficoltà di metodo prima ancora che di contenuti. Allora Poli riconosce che «oggettivamente esiste il problema della preparazione nelle scuole superiori e proprio per questo due settimane prima dell’inizio delle lezioni teniamo, a spese nostre, 16 ore di recupero per ciascuna delle tre materie: matematica, fisica e chimica. Le pubblicizziamo ma non tutti partecipano». Anche sugli appelli specifica: «Il primo agosto 2011 ne era stato concordato uno straordinario con gli studenti, ma si è presentato solo uno studente». Infine sul presunto numero limitato di iscrizioni possibili a ciascun appello: «Gli esami si svolgono in un’aula di trenta posti; ma i ragazzi sanno che se si segnano in numero maggiore, al termine della prima sessione di test se ne può organizzare un’altra». Insomma, la difesa del sistema di didattica c’è tutta. Ma non c’è chiusura: Poli invita gli studenti a parlarne con lui o con il professor Mannella e assicura loro che troveranno la massima disponibilità. I ragazzi apprezzano il segnale: «Non ci interessano le sfide. Speriamo e vedremo».
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