Il Tirreno

Pisa

Un quarto di secolo per una causa Ministero condannato in appello

di Antonio Scuglia
Un quarto di secolo per una causa Ministero condannato in appello

Dovrà risarcire quattro pisani con decine di migliaia di euro a testa per il tempo passato in attesa di avere giustizia, anche se lo Stato nicchia perché ritiene i suoi beni impignorabili

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PISA. Ventiquattro anni per avere giustizia? È' come ricevere ora la pensione per le guerre puniche. Inaccettabile. E illegale, a tal punto che in questi casi lo Stato condanna… sé stesso nell'aula di tribunale.

E' da poco stata depositata un'interessante sentenza emessa dalla Corte di Appello di Trento riguardante la richiesta di risarcimento per un processo civile durato 24 anni ((la giusta durata di un processo civile in primo grado è calcolata in 4 anni, secondo la legge Pinto).

Il motivo del contendere era l'assegnazione di un immobile nel Trevigiano, che era inserito fra i beni ereditari di una famiglia.

La causa civile durata tutti questi anni riguarda 9 persone, di cui 5 iscritte all'Associazione toscana a difesa dei Consumatori (Atdc): di queste, quattro sono residenti nella provincia di Pisa (due a Calci, una a Cascina e una a Pisa).

Otto di queste persone, tra le quali tutti i pisani, avranno diritto a ricevere un lauto risarcimento dal Ministero della Giustizia, che ammonta a 15.250 euro a persona più gli interessi; l'ultimo ricorrente dovrà ricevere 11.750 euro più interessi.

Lo rende noto Andrea Mion, presidente dell'Atdc, che ricorda un'altra sentenza pubblicata nei mesi scorsi sulle nostre colonne: una famiglia pisana, assistita dall'avvocato Emanuele Fusi, responsabile della consulenza generale Atdc, riuscì a far condannare il Ministero di Grazia e Giustizia a pagare una somma non paragonabile a quella sopra citata, ma sempre cospicua, specialmente in un momento di forte crisi come questo, per un processo durato 6 anni e mezzo, somma peraltro non ancora elargita.

Su questo punto l'associazione ricorda le moltissime famiglie toscane ed italiane che sono ancora in attesa di vedersi pagare somme dovute per lo stesso motivo dal Ministero, che non ha ancora provveduto, forte della norma che dichiara impignorabili i suoi beni, diversamente da quelli dei privati cittadini.

"L'Atdc - afferma Mion, insieme al vice presidente, Enzo Lecci - chiede e si augura che i soldi che il ministero deve, viste le due sentenze, vengano sbloccati e siano quanto prima elargiti.

Si sottolinea al nuovo governo e al ministro Paola Severino Di Benedetto che in un momento di forte crisi come questo, è indispensabile specialmente da parte di un organo istituzionale come il Ministero della Giustizia, attuare ciò che viene sentenziato a favore dell'utenza".

Per informazioni sulla legge Pinto e sull'attività dell'Atdc è possibile visitare il sito www.toscanaconsumatori.it o contattare l'indirizzo email atdcons@yahoo.it .

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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