Il Tirreno

Pisa

Nessun simbolo in piazza dei Cavalieri

di Giovanni Parlato
Nessun simbolo in piazza dei Cavalieri

Il Comune e la Sovrintendenza, dopo le infuocate critiche di Settis, rinunciano alla Croce di S. Stefano posta al centro

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PISA. Alla fine non si farà. Nel bel mezzo di piazza dei Cavalieri non ci sarà la Croce di Santo Stefano. Dopo le polemiche infuocate, con in prima fila Salvatore Settis e Vittorio Sgarbi, l'amministrazione comunale e la Sovrintendenza, nel corso di una riunione di ieri mattina, hanno deciso di fare calare il sipario su quel simbolo. E su ogni altro. «Non ci sarà nulla», dice Andrea Serfogli, assessore ai lavori pubblici, che aggiunge: «Non ci sarà la Croce dei Cavalieri di Santo Stefano, non ci sarà la Croce pisana, non ci sarà la piantina della città». E ripete: «Non ci sarà nessun simbolo ed è una scelta concordata col sindaco».

Quindi? All'interno del cerchio dove sarebbe dovuta essere collocata la Croce di Santo Stefano ci saranno otto spicchi della medesima grandezza, «ma non termineranno a punta toccandosi fra loro - precisa l’assessore Serfogli - ma sulla circonferenza di un altro piccolo cerchio. La Sovrintendenza avrebbe proposto la possibilità dell’iscrizione dei venti, ma non è prescrittiva, poi vedremo».

Di fatto, dopo che il consiglio comunale aveva approvato all’unanimità l’inserimento del simbolo dei Cavalieri di Santo Stefano nel mezzo della piazza - i cui lavori di ripavimentazione sono in corso - il Comune ha dovuto rivedere la sua posizione. «Il simbolo dei Cavalieri è presente nella piazza - spiega ancora l’assessore Serfogli - e avere rinunciato alla sua collocazione come era stato deciso non toglie nulla alla storia che rappresenta. La Croce di Santo Stefano è già rappresentata negli edifici e introdurre simboli diversi avrebbe avuto il significato di una contrapposizione. Abbiamo fatto una scelta di maggiore sobrietà e, allo stesso tempo, l’attenzione si concentra sui palazzi storici che fanno da cornice alla piazza».

Dal punto di vista burocratico (poiché il consiglio comunale si era espresso) è previsto un passaggio all’interno della commissione consiliare dei lavori pubblici cui spetta la parola finale. «La competenza spetta alla commissione - prosegue Andrea Serfogli - ma credo che sarà opportuno affrontare il tema anche in consiglio comunale per presentare questa modifica e ragionevolmente condividerla».

La revisione attuata dall’amministrazione comunale arriva dopo critiche roventi. Il più acerrimo nemico della Croce di Santo Stefano nel centro della piazza, era stato Salvatore Settis secondo cui, come ebbe modo di scrivere, «calpesta la repubblica pisana celebrando tardivamente la conquista fiorentina che la mise a ferro e fuoco».

Ma Settis criticava anche altro: la piazza è troppo lastricata ed è convessa invece di essere concava. Sul fatto che la nuova lastricatura sia convessa, il Comune aveva fatto sapere che ciò era un progetto obbligato in quanto «nella piazza, già a 25 centimetri sotto terra si trovano reperti archeologici e a 45 centimetri la piazza è attraversata dalla fognatura bianca».

E sulla lastricatura, la Sovrintendenza aveva chiarito di avere «tenuto in considerazione una visione di insieme che comprendeva anche la lastricatura presente in tutte le strade confluenti nella piazza che è di per sé molto irregolare e una diversa pavimentazione avrebbe accentuato questa irregolarità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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