Il dolore
Violenti e armati nelle case e in strada «I banditi sono loro»
Tre rom, ospiti al campo di via della Bigattiera, arrestati da carabinieri e polizia. Altri due sono ancora ricercati
PISA. Presi. Per gli inquirenti non ci sono dubbi: i rapinatori che da settimane avevano gettato nel terrore la città con colpi armati nelle case e in strada, rapine a passanti e perfino la razzia delle scarpe di marca a ragazzini e cittadini inermi sono stati catturati. Giovanissimi, violenti, sempre armati di pistola o coltello, con una fedina penale alta due dita a dispetto dell’età, avevano libertà di muoversi su diverse province e in più regioni.
L’inchiesta sui fatti di sangue avvenuti in zona, per i quali era sospettata una banda di slavi, diretta dal pm Antonio Giaconi, ha portato per il momento a tre arresti e all’individuazione di altri due persone accusate di essere componenti della gang, che sono tuttora ricercate.
Due sono stati acciuffati dai carabinieri: si tratta di Elvis Dubovic, 21 anni, kosovaro, e di Dalip Emin, 19 anni, macedone, legati da un inconsueto sodalizio criminale visto che le due etnie sono storicamente ostili l’una all’altra.
Il terzo, Sudakan Emrula, anche lui appena 19 anni, macedone, è stato arrestato dalla polizia. Tutti e tre sono ospiti del campo rom non autorizzato che sorge in via della Bigattiera.
Il primo bilancio su un’inchiesta che promette altri sviluppi è stato fatto ieri mattina dal comandante provinciale, colonnello Gioacchino Di Meglio, davanti ai responsabili dei vari reparti schierati. Nove le rapine su cui hanno indagato i militari, sette compiute dalla coppia Dubovic-Emin, altre due solo dal Dubovic, che per le forze dell’ordine sarebbe stato il più aggressivo e violento del gruppo, tutti colpi compiuti a Pisa e in provincia, in particolare a Castelfranco di Sotto.
Gli slavi ovviamente respingono le accuse, ma a inchiodarli ci sarebbe il riconoscimento, tramite le foto segnaletiche, della maggior parte delle vittime delle rapine, nonostante in qualche caso abbiano agito parzialmente travisati. Ma i carabinieri sospettano che gli agguati siano molti di più di quelli denunciati e rivolgono un appello ai cittadini perché chi possa fornire indicazioni utili collabori.
Ai due vengono attribuiti diversi colpi: un agguato avvenuto la notte del 5 marzo a casa di quattro transessuali in via San Lorenzo, da cinque banditi armati di pistola: portarono via cellulari e tremila euro in contanti dopo aver massacrato di botte le quattro vittime, al punto da spedirle all’ospedale; poi l’aggressione all’avvocato Fabio Davini, anche lui rapinato, pestato a sangue e finito in ospedale dove è stato operato per una frattura alla mascella destra. E il 12 marzo, l’agguato armato nell’appartamento di una coppia di anziani in via Tevere, anche loro massacrati di botte, con un bottino di 10mila euro, e infine quello del 16 in via Rook (rubati 5mila euro).
I carabinieri hanno bloccato i due a bordo della Golf di Dubovic, la notte fra il 17 e il 18 marzo a Cisanello, in via Martin Lutero, mentre secondo loro erano pronti a colpire ancora.
Ora si indaga su altre cinque rapine avvenute di recente in zona e che secondo gli investigatori sarebbero opera della banda di slavi: tre a gennaio, due in lungarno Guadalongo, una ad un ingegnere trentenne empolese, l’altra ad un camionista di San Miniato ferito a coltellate, la terza in lungarno Pacinotti ad un impiegato cascinese; la quarta, sempre a gennaio, ai danni di un cuoco di Pietrasanta in via Gramsci, l’ultima, il 3 febbraio, in via Vespucci ad uno studente. Tutti selvaggiamente picchiati e derubati di quanto avevano addosso, soldi, cellulari, orologi.
Una banda particolarmente violenta ed anche molto sicura del fatto suo se ha continuato a colpire con tanta ferocia incurante delle possibile conseguenze. Il gruppetto avrebbe trovato ospitalità negli ultimi tempi presso alcuni rom del campo della Bigattiera, da cui si spostava però frequentemente per mettere a segno i suoi colpi che in totale hanno fruttato ai cinque rapinatori più di trentamila euro da gennaio ad ora.
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