Sicurezza
Arte e storia rendono Vista da New York Pisa è la città ideale
Qui l’industria della cultura vale oltre 2 miliardi di euro e si conquista il sesto posto nella graduatoria nazionale
PISA. Pisa città ideale. E' la percezione che l'Istituto Italiano di Cultura a New York ha della città della Torre al punto da organizzare un ciclo di eventi, a partire dal prossimo 11 aprile. Protagonisti il vicesindaco Paolo Ghezzi che parlerà del Rinascimento pisano e Giovanni Padroni, ordinario di Organizzazione Beni Ambientali dell'Ateneo, che nella seconda metà di maggio illustrerà il patrimonio artistico di Piazza dei Miracoli. Ad ottobre lo stesso Istituto di Cultura Italiano ospiterà la mostra fotografica "Sulle orme pisane in Sardegna", immagini tratte dall'omonimo libro pubblicato da Padroni sulle oltre trecento chiese costruite sull'isola in epoca medievale dagli artisti pisani.
La notizia è giunta a margine della presentazione dello studio condotto dalla Camera di Commercio sul ruolo dei Beni culturali nella provincia di Pisa che ha visto intervenire come relatori oltre al presidente Pierferdinando Pacini, il presidente della Provincia Andrea Pieroni, il sindaco Marco Filippeschi, il professor Giovanni Padrone e Severina Russo, direttore dei servizi di documentazione della Soprintendenza. Al centro dell'indagine le attività scaturite dall'"industria cultura" come valore aggiunto sul totale dell'economia provinciale. Pisa si colloca al 6° posto nella graduatoria nazionale. Prima di lei, Roma, Milano, Messina, Trieste e Palermo. Seguono Bologna, Firenze, Torino, Napoli al 15°, Venezia al 44°. Lo studio esprime il rapporto tra il valore creato dai beni culturali e quello creato dal resto dell'economia, come industrie, commercio, pubbliche amministrazioni, alberghi. L'industria della cultura pisana vale 2,1 miliardi di euro (in termini di valore aggiunto), un quinto del totale dell'economia provinciale; dà occupazione a oltre 45 mila addetti, pari al 23,7% del totale degli occupati di tutta la provincia.
L'indagine è stata condotta a fine 2011 sulla falsariga degli analoghi studi realizzati dall'Istituto Tagliacarne per il Ministero per i Beni Culturali e Unioncamere. Ha analizzato 500 imprese pisane evidenziando che soltanto la metà di esse ha dichiarato di sentirsi partecipe della creazione del patrimonio culturale: i fatturati del 2010 e del 2011 relativi alle suddette aziende dimostrano che del proprio giro di affari solo un 10% può essere riconducibile alla valorizzazione dei beni culturali. Tra le criticità emerse, l'insufficienza dei finanziamenti nel settore culturale, scarsa valorizzazione da parte delle istituzioni e ridotta possibilità di aprirsi ai clienti stranieri(solo il 5%delle aziende può interagire con l'estero). Da qui la necessità di realizzare una politica sinergica tra i vari enti che mettano a disposizione delle piccole aziende strumenti per la promozione e le tecnologie digitali indispensabil per soddisfare fasce sempre più allargate di mercato. Perchè, come ha riferito Pacini «ogni anno nel complesso monumentale di Piazza dei Miracoli arrivano 2 milioni e mezzo di visitatori a pagamento, 400 mila persone salgono sulla Torre per effetto del numero chiuso, un milione si dirige verso la Cattedrale, 700 mila al Battistero, 110 mila al Museo dell'Opera Primaziale». Pacini ha poi annunciato varie iniziative intraprese dalla Camera di Commercio, come lo stanziamento per il 2012 di 640 mila euro per la promozione e la valorizzazione del patrimonio culturale, artistico, enogastronomico e del paesaggio.
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