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Pisa

Il bando non convince, la Leopolda perde i pezzi

Il bando non convince, la Leopolda perde i pezzi

Casa delle donna e Legambiente escono dalla "Stazione" per protesta. "Come associazioni no-profit siamo incompatibili con i criteri di assegnazione"

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La Casa della donna e Legambiente escono dalla "Casa della città Leopolda", il cartello di circa 60 sigle che da più di dieci anni è assegnatario degli spazi della Stazione Leopolda. E motivano il loro passo indietro con "l'incompatibilità" tra la loro natura associativa no-profit e i criteri stabiliti dal recente bando pubblicato dal Comune: esso scade il 16 aprile e decreterà il nuovo gestore per i prossimi sette anni.

Secondo la Casa della donna, i due punti più "indigesti" sono: il requisito in base al quale le associazioni non devono "avere pendenze di occupazioni senza titolo in immobili di proprietà del Comune di Pisa o di privati"; e gli oltre 100mila euro annui di canone richiesto (prima erano solo mille) che si aggiungono alla manutenzione ordinaria (39mila euro, che si paga da sempre) e a quella straordinaria (13mila, finora non a carico del concessionario). Legambiente contesta pure l'introduzione del Comitato istituzionale, uno strumento formale di dialogo con il vincitore del bando: Marco Ricci, presidente del movimento ecologista, lo reputa "un diritto di ingerenza che si riserva l'amministrazione".

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