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Aziende cassate dall’albo a loro insaputa

Aziende cassate dall’albo a loro insaputa

PISA. Beffa per le imprese a causa della cancellazione d’ufficio dall’albo dei gestori ambientali. Oltre 10mila imprese avrebbero infatti dovuto aggiornare l’iscrizione all’albo entro il 25 dicembre...

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PISA. Beffa per le imprese a causa della cancellazione d’ufficio dall’albo dei gestori ambientali. Oltre 10mila imprese avrebbero infatti dovuto aggiornare l’iscrizione all’albo entro il 25 dicembre 2011 a causa di un cambiamento della normativa intervenuta successivamente alla loro iscrizione.

L’intervento delle associazioni di categoria per la proroga del termine di scadenza per l’aggiornamento – inizialmente fissato al 30 giugno 2011 – non è bastato ad evitare il danno alle tante imprese che non sono state raggiunte dall’informazione o che non si sono attivate per ottemperare all’aggiornamento dei propri dati.

«I nostri uffici sul territorio hanno a suo tempo divulgato la notizia e stanno nuovamente contattando le imprese cancellate per capire se sono consapevoli di aver perso l’iscrizione all’albo. I risultati sono sconcertanti – afferma Fabio Banti, presidente di Confartigianato Imprese Pisa e Toscana – perché emerge in modo evidente che sono veramente tante le aziende, soprattutto quelle fuori dai circuiti associativi, che non hanno ricevuto alcuna comunicazione. Le poche aziende che hanno ricevuto la comunicazione hanno accertato che la stessa è stata spedita per posta ordinaria o occasionalmente per e-mail, senza posta certificata».

Il fatto che la comunicazione della scadenza da parte dell’ente preposto sia stata affidata a corrispondenza senza prova certa di consegna (si parla di posta ordinaria o email non certificate) è comunque il minore dei mali rispetto al fatto che l’unica informazione data dell’avvenuta cancellazione sta nella pubblicazione dell’elenco dei cancellati sulla Gazzetta Ufficiale. Un elenco di oltre 20mila nominativi raccolti, per le sole imprese toscane, in 74 pagine.

«Abbiamo anche avuto conferma che le aziende sono venute a conoscenza della cancellazione dall'albo solo dopo la nostra comunicazione – continua Banti –. Confartigianato si è già attivata ai vari livelli e sta valutando tutte le strade per evitare che quanto accaduto si trasformi nell’ennesima beffa per le imprese: pagare nuovamente un’iscrizione già fatta, circa 300 euro di un’ulteriore e inutile balzello della burocrazia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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