Italia
Al primo piano del Comune dodici prose dedicate ai mesi
VECCHIANO. La casa di Antonio Tabucchi a Vecchiano è in via Magagna. Era la casa dei suoi genitori. E qui tornava a scrivere. Una casa, un paese che per lui erano come una Musa. Nei momenti in cui...
VECCHIANO. La casa di Antonio Tabucchi a Vecchiano è in via Magagna. Era la casa dei suoi genitori. E qui tornava a scrivere. Una casa, un paese che per lui erano come una Musa. Nei momenti in cui aveva bisogno di raccogliersi per scrivere passaggi importanti e delicati dei suoi libri, Tabucchi faceva ritorno fra le mura in cui era cresciuto.
«Si considerava un vecchianese e quando stava qui non voleva essere considerato un intellettuale - racconta il sindaco Giancarlo Lunardi -. Passava in bicicletta , salutava i vecchi amici, qui si sentiva a casa sua e qui aveva un amico fraterno con cui era cresciuto, Piero Chicca, un ex dipendente comunale che lo aiutava in tutto, anche a sbrigare una pratica».
Tabucchi si sentiva così vecchianese che per diverse volte aveva respinto l’invito dell’amministrazione comunale a incontrare i cittadini. Era un po’ restio a sedersi in cattedra, voleva essere trattato come uno qualsiasi. «Però alla fine siamo riusciti a convincerlo - afferma il sindaco - e abbiamo organizzato un incontro nella scuola elementare con oltre duecento persone. All’inizio era un po’ teso, ma quando si è sciolto ci ha intrattenuto sulla politica, la letteratura e la cultura facendoci stare a tutti per due ore con la bocca aperta».
Dopo quest’iniziativa, Tabucchi incontrò i cittadini di Vecchiano nel maggio 2011 in una conferenza organizzata dalla Voce del Serchio. È questa l’ultima uscita pubblica nel suo paese a cui ha fatto un grande regalo e che si trova conservato al primo piano del palazzo comunale. Proprio qui si trovano dodici quadretti con un acquarello e una prosa: i disegni sono del pittore Davide Benati e gli scritti di Antonio Tabucchi. Ad ogni quadro corrisponde una stagione. Il titolo della rassegna si chiama “Campane del mio villaggio” dal sottotiolo “Un calendario, 12 prose di Antonio Tabucchi e 12 acquarelli di Davide Benati”. Era il gennaio 1996 e si legge: «Questo è il nostro calendario che non serve per organizzare il tempo, ma per ricordarlo. Questo è il nostro augurio per gli anni che verranno e questo è il nostro omaggio che desideriamo rimanga qui a Vecchiano».
L’originale calendario venne esposto al Magazzino dei cereali, un edificio dei Salviati e il sindaco Lunardi ricorda: «Quel giorno andammo a cena e Tabucchi mi disse: la mostra la regaliamo al Comune di Vecchiano. Ed ecco ora il motivo per cui si trova qui in Comune. Ad Antonio Tabucchi, vecchianese e intellettuale internazioanale, lo ricorderemo come merita. Con una piazza, una strada, una giornata, vedremo».(g.p.)
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