Il Tirreno

Pisa

Giovane in coma per il calcio ricevuto da un cavallo

di Giovanni Parlato
Giovane in coma per il calcio ricevuto da un cavallo

Il fatto è accaduto alla Sterpaia all’interno del Parco Si sta cercando di capire se il ragazzo stesse lavorando

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PISA. Un giovane nepalese è in coma farmacologico per avere ricevuto un calcio da un cavallo. Il fatto è accaduto il 23 febbraio alla Sterpaia, all’interno del Parco di San Rossore. Il cavallo che ha sferrato il calcio è di proprietà della ditta Di Sacco che gestisce le gite in carrozza.

Sul caso, sono due gli accertamenti in corso per verificare la dinamica di quanto accaduto e per quale motivo il giovane si trovasse in quel posto, ovvero se stesse lavorando o meno: un accertamento è dei carabinieri della stazione di San Giuliano ed un altro della polizia su segnalazione del posto fisso che si trova all’interno dell’ospedale.

«Appena siamo venuti a conoscenza dell’episodio - spiega Sergio Paglialunga, direttore dell’Ente Parco di San Rossore - abbiamo inviato sul posto il nostro personale di tutela e gestione ambientale che ha redatto una relazione inviata ai carabinieri».

Il giovane nepalese si trovava all’interno del Parco perché stava facendo pratica o stava soltanto osservando come si svolgeva il lavoro? È questo l’interrogativo intorno a cui ruotano gli accertamenti.

«In un primo momento, nella concitazione del fatto da poco accaduto - spiega il direttore Paglialunga - sembrava che il nepalese fosse un praticante in prova lavoro. Ma, successivamente, Di Sacco ha precisato che non avendo esperienza, il giovane straniero si stava limitando a osservare come si svolgeva il lavoro. E l’infortunio è accaduto mentre il nepalese stava osservando le manovre da eseguire per portare fuori un cavallo».

Non era il primo giorno che il giovane nepalese si recava all’ìnterno del Parco. All’ingresso avevano notato questo giovane che entrava la mattina per uscire il pomeriggio. «Era più o meno una ventina di giorni che questo ragazzo entrava all’interno del Parco», dice ancora Paglialunga. Cosa avesse fatto nell’arco di questi venti giorni all’interno del Parco, non lo sappiamo.

Il nepalese era in cerca di lavoro e, sicuramente, si era rivolto alla ditta Di Sacco che gestisce le gite in carrozza con i suoi cavalli Tpr (tiro pesante rapido) di cui c’è un allevamento all’interno della Tenuta.

Nella serata di venerdì abbiamo parlato telefonicamente con Antonio Di Sacco il quale ha affermato che «il giovane non stava lavorando», ma successivamente non è stato possibile sapere di più.

Il giovane nepalese attualmente è in terapia intensiva in Neurochirurgia e la prognosi è sempre riservata. È tuttora in coma farmacologico. Nonostante abbia dato qualche piccolo segnale positivo, tuttavia per i medici la situazione resta stazionaria.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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