Sicurezza
Si scatena la caccia alle streghe Sospetti e anonimi contro il marito
Una Punto nera ieri è sfrecciata a tutto gas davanti al campo di Gello su cui stazionano, fisse, telecamere e furgoncini dei vari canali tv impegnati su questo giallo nostrano, e da un finestrino una...
Una Punto nera ieri è sfrecciata a tutto gas davanti al campo di Gello su cui stazionano, fisse, telecamere e furgoncini dei vari canali tv impegnati su questo giallo nostrano, e da un finestrino una mano ha gettato un biglietto anonimo sgrammaticato e impreciso, scritto a mano con grafia incerta, in cui si accusa tale Roberto Logli, non Antonio, di aver portato la scorsa settimana rifiuti speciali e cose della moglie all’isola ecologica di via Pindemonte, che erroneamente viene definita «discarica».
Insomma bisogna dire che il clima da caccia alle streghe è perfetto. Confessiamo che da settimane, sia la nostra redazione che quella di Rai Tre sono oggetto di telefonate anonime che sostengono come Logli abbia accesso indiscriminato a tutti gli impianti di incenerimento e smaltimento rifiuti del territorio e perfino (assurdo ma riferito) ai cimiteri, come se un accesso al cimitero è passaporto per non essere eventualmente scoperti in caso di delitto. Ma siccome chiunque ha diritto alla presunzione di innocenza, bisogna dire che Logli è solo indagato, che grazie a Dio per il momento e fortunatamente per questi due bambini, per quanto si cerchi quotidianamente ovunque, di corpi non ne sono stati trovati e non c’è traccia nemmeno di eventuali armi del delitto. Purtroppo Antonio Logli, negando quanto tutti sapevano e nascondendo il cellulare che usava per rintanarsi in soffitta o nell’autoscuola a parlare con Sara Calzolaio, la sua amante, si è consegnato gratuitamente ad un personaggio impopolare e non ha aiutato a scacciare i sospetti. Intanto, si diceva, si cerca ovunque. (c.v.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google