Il Tirreno

Pisa

Gli ecofurbetti ci provano sospetti su alcune aziende

di Gianluca Campanella

Nella graduatoria provvisoria pubblicata dal Comune ci sono tanti cittadini che hanno portato nelle isole ecologiche quantità di rifiuti poco “domestiche”

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PISA. C’è un sospetto che avanza: che all’ombra del sistema degli ecobonus per i rifiuti un plotoncino di ecofurbetti abbia trovato il modo di smaltire impropriamente i rifiuti speciali beffando sia il Comune che i cittadini virtuosi. Forse si può spiegare così l’impegno straordinario dei super vincitori (momentanei) della raccolta differenziata a Pisa (c’è chi ha conferito persino 33 tonnellate di rifiuti), visto che lo sconto sulla Tarsu non va oltre poche decine di euro in un anno. Magari gli “incentivi” sono stati trovati altrove.

I tetti allo sconto. Sono le stranezze della graduatoria pubblicata dal Comune ad alimentare tali sospetti. La premessa indispensabile è che il sistema degli ecobonus, che si ottengono grazie al conferimento dei rifiuti alle isole ecologiche “strisciando” poi la tessera magnetica, è rivolto alle utenze domestiche. Non certo alle aziende, che per lo smaltimento devono seguire altri percorsi. In altre parole: se il regolamento del Comune riconosce al cittadino un potenziale bonus, ad esempio, su un massimo di 30 chili annui di batterie al piombo (per teorici 13,50 euro in meno sulla bolletta), perché tra i primi dieci della classifica 2011 (provvisoria, in attesa delle verifiche dello specifico gruppo tecnico) ci sono tre personaggi che superano 100 kg ciascuno? Anche sulla tipologia di spazzatura per la quale non è fissato il tetto massimo, la matematica suggerisce delle considerazioni: sul multimateriale (vetro e plastica) non ci sono limiti. Lo ha capito molto bene il primo classificato, che ha zero kg di batterie, ma 5,1 tonnellate di imballaggi. Questo signore avrebbe diritto a 459 euro di sconto sulla Tarsu. Li prenderà mai? No, perché il regolamento prevede al massimo uno sconto del 30% sulla sua bolletta.

Le altre anomalie. Peraltro l’animo ecologista al primo classificato è scattato tardi: nella graduatoria di tappa, aggiornata al 23 luglio 2011, il nostro navigava solo al posto 562 e solo grazie al “doping”. Nel senso che aveva conferito zero (proprio così: zero) chili di multimateriale e quel poco che aveva differenziato (579 chili) gli valeva triplo, perché è un single. Infatti, dall’anno scorso, per permettere anche alle famiglie poco numerose di giocarsela, al loro punteggio si applica un moltiplicatore. Nei restanti mesi dell’anno scorso il vincitore si è presentato 11 volte, portando altre 6 tonnellate e mezzo di immondizia,tra cui le famose 5,1 di imballaggi. In gasolio per il trasporto ha sicuramente speso molto più di quanto risparmierà (forse) sulla tassa. Ancora una volta, perché lo ha fatto?

Le possibili ipotesi. Supponiamo che Alberto sia titolare di una falegnameria a Firenze e produca 19 tonnellate di rifiuti legnosi all’anno. Alberto, che deve pagare per lo smaltimento industriale, ha un fratello, Giovanni, che come tutti i pisani ha la tesserina punti “riservata alle utenze domestiche” per la consegna della spazzatura nelle stazioni ecologiche. Giovanni si presenta 141 volte nei centri di raccolta. Ma il Comune gli riconosce sconti in Tarsu solo per 100 chili di legno. Giovanni non ha guadagnato molto, ma Alberto ha risparmiato una montagna di quattrini. A questo punto Alberto si potrebbe anche permettere un “regalino” a Giovanni. E se si tratta di meccanici, gommisti o altro, il meccanismo potrebbe essere lo stesso. Di fatto il regolamento comunale è fallace: pone tetti ai soldi in uscita, ma non pone limiti ai chili in ingresso. L’intento è buono: meglio una batteria smaltita in sicurezza, che versare piombo nei campi. Ma è molto probabile che qualcuno ne abbia approfittato.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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