La siccità adesso fa paura Via al piano antincendio
Spinti dall’aridità che accerchia il Monte Serra, cinghiali e volpi scendono a valle Intanto gli amministratori hanno vietato i falò nei boschi e allertato le squadre
CALCI. È allarme siccità. La prospettiva della grande sete fa paura. La neve, il ghiaccio e il freddo degli scorsi mesi, in particolare a gennaio e a febbraio, non hanno fornito acqua sufficiente al fabbisogno delle colture, in primis ortaggi ma anche alberi da frutto, compresi gli olivi.
Dal monte pisano continuano a scendere a valle gli animali, frequentatori abituali dei boschi: cinghiali, volpi, tassi, istrici, scoiattoli e gli uccelli in gran numero cercano scampo spingendosi in basso senza più risalire. Ma neanche nei borghi collinari come Montemagno, Tre Colli e Nicosia esistono rassicuranti risorse idriche. Si stanno assottigliando le sorgenti, alcune già agli sgoccioli. Le previsioni negative sono fosche. Non se le nasconde neppure Bruno Possenti, sindaco di Calci, comune nel cui territorio ricadono Monte Serra, Cascetto, Prato a Giovo su un versante e la Verruca sull’altro. Inutile nascondere la situazione. «È già emergenza», ripetono agli addetti ai lavori.
Non a caso, proprio nella primavera incipiente, si stanno mettendo a punto alcune misure di prevenzione. Mai forse come quest’anno il pericolo incendi si è fatto concreto da subito. Del resto il primo rogo si è sviluppato la scorsa settimana a San Martino. Hanno operato elicotteri dall’alto e a terra uomini e mezzi. «Con il fuoco si è iniziato presto, molto presto. Se non pioverà, di questo passo, possiamo aspettarci il peggio», sentenzia dall’alto della sua esperienza Luigi Consani, che del monte conosce i più riposti segreti. Le istituzioni si stanno allertando. Da oggi al 15 aprile, a causa dello stato di aridità della vegetazione, è istituito il periodo di rischio per gli incendi su tutto il territorio. Attivate alcune norme antincendio boschivo. Sono vietati gli abbruciamenti nel bosco, nei castagneti da frutto e nella fascia di 200 metri contigua ai boschi, agli arbusteti e agli impianti di arboricoltura da legno. Si può eventualmente accendere il fuoco al di fuori dei boschi e della fascia contigua di 200 metri, limitatamente dall’alba fino alle 10. In ogni caso è sempre proibita l’accensione di fuochi quando soffia vento forte. La raccomandazione è di prestare massima attenzione ed estremo scrupolo quando si bruciano materiali vegetali di risulta da attività agricola. È raccomandato il rispetto di tutte le norme previste onde evitare la propagazione incontrollata di fiamme. Prossimamente saranno rilanciate precise ordinanze di restrizione nell’uso dell’acquedotto per annaffiare orti e giardini o lavare auto. L’acqua è un bene sempre più prezioso.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
