Il Tirreno

Pisa

Il pm: non smettiamo di cercare Roberta

Il pm: non smettiamo di cercare Roberta

Il magistrato che coordina le indagini non esclude nulla, ma non è in programma un nuovo interrogatorio del marito

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Gli inquirenti non si arrendono. Nonostante gli oltre due mesi dalla sua scomparsa c’è ancora una debole speranza. «Non smetteremo di cercare Roberta Ragusa e non abbiamo mai smesso di farlo», afferma il sostituto procuratore Aldo Mantovani, che coordina le indagini.

E mentre ancora si valutano le varie ipotesi possibili in quella notte del 13 gennaio nella casa di Gello, il pm ammette che sotto il profilo investigativo «non ci sono novità», ribadendo che l'iscrizione del marito della donna, Antonio Logli, nel registro degli indagati «è un fatto squisitamente tecnico, necessario per effettuare alcuni atti irripetibili come è stato il sopralluogo dei Ris».

Analisi che, peraltro, in attesa del risultato di approfondite analisi non hanno fornito alcun elemento utile alle indagini, così come non hanno mostrato crepe, agli occhi degli inquirenti, i ripetuti e circostanziati racconti fatti da Logli al momento della denuncia della scomparsa della moglie.

«Lo abbiamo sentito molto spesso - ha concluso Mantovani riferendosi al marito - e al momento non abbiamo necessità di nuovi interrogatori. Ciò che ha raccontato ha finora trovato riscontri».

Intanto, alcuni familiari di Roberta Ragusa hanno nominato un avvocato per costituirsi parte offesa nell'eventuale processo e per ribadire che loro non credono all'allontanamento volontario della congiunta. La cugina romana Marica Napolitano ha dato incarico all’avvocato Gallinari il quale nella trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?” dell’altra sera ha potuto spiegare che un allontanamento volontario di Roberta significherebbe anche un abbandono dei propri figli minori. E chi conosce Roberta Ragusa sa che lei, la mamma, non avrebbe mai abbandonato i figli. Ecco che l’incarico al legale vuole tutelare l’immagine della donna scomparsa in questa chiave.

E analogo scopo lo vogliono perseguire anche i cugini di Roberta che vivono fra Pisa e Lucca. Due sorelle e due prime cugine di Roberta dalla parte materna - Giovanna e Sonia Alpini - affideranno l’incarico ad un avvocato. E con loro ci saranno altri cugini, in un’azione legale comune. Parenti, da una parte come dall’altra, che non credono che Roberta, volontariamente, abbia lasciato la casa per non fare più ritorno abbandonando i figli Daniele di 15 anni e Alessia di 10.

Intanto, c’è la massima riservatezza sia da parte dei carabnieri che stanno conducendo le indagini sia da parte del marito Antonio Logli e del suo avvocato. Durante la fiaccolata dell’altra sera per i 45 anni di Roberta, il marito non si è presentato, una scelta voluta per sottrarsi all’attenzione mediatica in cui si trova, ma che idealmente - come hanno spiegato i suoi genitori - aveva aderito alla fiaccolata cui ha preso parte un migliaio di persone, fra amici e parenti come la cugina arrivata da Roma.

Intanto, dopo che l’inchiesta si era soffermata sui due telefonini con cui Antonio Logli e la segretaria Sara Calzolaio si sentivano, ora si attendono gli ultimi risultati dei Ris di Roma che potrebbero tornare per analizzare il furgone della Geste che era in uso ad Antonio Logli.

In questo contesto, non si arresta l’attenzione mediatica. Proprio ieri pomeriggio, la nostra collega Candida Virgone era alla trasmissione Rai “La vita in diretta” per parlare di Roberta Ragusa, di un caso che, dopo essere rimasto circoscritto localmente, è approdato sul palcoscenico nazionale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa