Il Tirreno

Pisa

Articolo 18, il governo Monti si è tolto la maschera

Articolo 18, il governo Monti si è tolto la maschera

Finalmente anche questo governo ha tolto la maschera - ammesso che l'abbia mai tenuta. L’altro sera anche i sostenitori più oltranzisti della concertazione e delle "riforme necessarie alla crescita...

2 MINUTI DI LETTURA





Finalmente anche questo governo ha tolto la maschera - ammesso che l'abbia mai tenuta. L’altro sera anche i sostenitori più oltranzisti della concertazione e delle "riforme necessarie alla crescita del paese" si sono dovuti ricredere. Le affermazioni della segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, rilasciate già all'uscita dal primo incontro mattutino non lasciavano più dubbi: «Dicono di volere una grande riforma per migliorare il mercato del lavoro, invece nella realtà introducano i licenziamenti facili». La volontà del governo Monti, portavoce dei poteri forti nazionali ed europei e campione di quell'ideologia neo-liberista che vede nei diritti un ostacolo allo sviluppo invece che una sua condizione, era stata altrettanto chiara: «Si va avanti comunque».

Da giorni come Federazione della Sinistra stiamo raccogliendo firme a sostegno di una petizione in cui chiediamo la difesa e l'estensione dell'articolo 18 a tutti i lavoratori e le lavoratrici. Le migliaia di firme raccolte in poco tempo a livello provinciale e nazionale ci ha confermati nella nostra convinzione: il diritto ad essere protetti contro i licenziamenti senza giusta causa, sancito dallo Statuto dei lavoratori, è ancora avvertito come fondamentale dai cittadini italiani.

Crediamo che anche la nostra campagna, insieme alle tante forme di mobilitazione portate avanti in queste settimane dai lavoratori colpiti dalla contro-riforma del mercato del lavoro, abbia influito sulla decisione presa poche ore fa dalla Cgil di convocare uno sciopero generale di otto ore.

Rifondazione Comunista e il Partito dei Comunisti Italiani sono con i lavoratori e le lavoratrici, a partire dai più giovani che nulla di buono hanno da aspettarsi dal governo, e sono con la Cgil. Sosterremo lo sciopero generale e parteciperemo ad ogni mobilitazione contro le politiche antisociali del governo.

 Invitiamo tutte le organizzazioni politiche, sociali, sindacali e soprattutto le cittadine e i cittadini che hanno lottato, sostenuto e usufruito dei benefici dello Statuto dei Lavoratori e della Costituzione Repubblicana fondata sul lavoro a dar vita ad una mobilitazione di massa nel Paese: dalla crisi si esce estendendo i diritti e ripristinando la democrazia, ogni giorno di più messa in discussione da un governo che tutela gli interessi di pochi a scapito dell'interesse collettivo.

Luca Barbuti

Prc Pisa

Salvatore Montano

PdCI Pisa

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini