Sicurezza
Tensione sindacati-direzione in aeroporto
Nastro bianco sulla divisa dei dipendenti, la protesta di Cisl e Uil dopo la punizione a un caposquadra
PISA. Duecento metri di nastro bianco sono stati distribuiti, nei giorni scorsi, dai sindacalisti di Fit/Cisl ed Uil trasporti ai dipendenti aeroportuali. Indossandolo sopra la divisa nera gli addetti alla rampa, alla sala e al centraggio della Sat hanno voluto far emergere i difficili rapporti con la direzione del personale.
Una protesta silenziosa che ha coinvolto otto dipendenti su dieci e che ha incuriosito le migliaia di utenti quotidiani dello scalo Galilei.
Scuote la testa Gianluca Federici, dipendente aeroportuale e segretario provinciale della Cisl di Pisa: «Provvedimenti disciplinari a gogò, comunicazioni aziendali dai toni niente affatto pacati. In tanti anni non si era mai respirato un clima così teso in aeroporto. Anche durante la gestione di Piergiorgio Ballini motivi di frizione con la direzione aziendale c’erano stati, eccome. Ma mai veniva lesa la dignità del dipendente. Oggi invece...».
L’ultimo caso in ordine di tempo ha coinvolto Antonio Gentilini, 49 anni, da 30 dipendente della Sat, caposquadra airside. Il suo compito: gestire le operazioni del personale sottobordo all’aereo. Entrato in servizio alle 5.30 del mattino del 1° febbraio, un giorno che molti pisani ricordano: strade gelate, invase dalla neve, black-out in centinaia di abitazioni.
Anche l’aeroporto era in emergenza: personale ridotto (non tutti riuscirono a raggiungere il luogo di lavoro) «come fece notare, puntualmente, l’azienda, il giorno dopo», aerei da liberare da neve e gelo. Gentilini si muove con il doblò aziendale – a bordo ha anche un collega – per recuperare le scope necessarie a liberare le ali degli aerei. Quando viene chiamato dal responsabile di turno per una urgenza: c’è un mezzo del catering bloccato sulla pista, un veivolo non può partire. Gentilini decide di attraversare il piazzale aeromobili per accorciare i tempi. Quando, in prossimità dello stand 55, sotto il faro, viene urtato violentemente sul lato destro dalla Panda di un collega. Di ritorno dal ricovero, la punizione inflitta dall’azienda: dieci giorni di sospensione e una busta paga più leggera di oltre novecento euro.
«Il capo del personale – commenta Mariolina De Marinis, di Fit Cisl – ha usato nei confronti del nostro iscritto una procedura molto singolare. Non dando, tra l’altro, nemmeno il tempo al lavoratore di rivolgersi al collegio arbitrale». Di qui la decisione di Fit Cisl di impugnare il provvedimento.
«Quando abbiamo convocato l’assemblea dei lavoratori per solidarizzare con Antonio – continua Federici - la sorpresa: molti non hanno potuto parteciparvi perché è stato loro impedito dalla direzione del personale».
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