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Sembra un quadro di Bruegel, ma è un film
Il regista Majewski ha presentato all’Università il suo ultimo lavoro, trionfo di arte e tecnologia
PISA. Sembra Bruegel, ma è un film. Il regista de "I colori della passione - The Mill and the Cross", il polacco Lech Majewski, ha fatto rivivere alle circa duecento persone (quasi tutti studenti del corso di storia del cinema dell'Università di Pisa) intervenute all'incontro nell'aula G1 dell'ex complesso Guidotti in via Trieste, l'affascinante iter della sua pellicola ispiratagli dal capolavoro epico di Bruegel "La salita al Calvario", che ritrae la storia della passione di Cristo ambientata nelle Fiandre sotto la brutale occupazione spagnola del 1564.
Il regista ha spiegato anche gran parte delle innovazioni tecniche del film che ha una valenza artistico-culturale notevole se è vero, come è vero, che è stato proiettato al Museum of Modern Art di New York, al Kunsthistorisches Museum di Vienna, dove si trova il dipinto originale e infine al Louvre a Parigi dove, al termine, il numeroso pubblico si è alzato in piedi ed ha applaudito per otto minuti (c'era anche l'attrice Charlotte Rampling ,che nel film è la Vergine Maria).
«Ogni scena _ ha detto il regista _ è una combinazione: siamo partiti scegliendo un personaggio del quadro, ne abbiamo analizzato la prospettiva sul computer e abbiamo rilevato che non si trattativa di una prospettiva singola, ma di varie. Riteniamo che il grande pittore fiammingo utilizzasse diversi bozzetti da diversi punti di vista mentre dipingeva. Abbiamo ricostruito e poi ripreso le prospettive individuali. Puoi abbiamo fotografato le rocce, ma dovevamo riprendere anche erba e alberi, perché si muovono. Ci sono vari livelli prospettici e di media ogni scena ne ha una quarantina. La scena dell'inizio del film, con le persone in piedi, è composta da 172 livelli. Ogni figura che si vede è stata inserita nel film separatamente. Vi è stata infine una ricerca difficile per ricostruire i vari tipi di tessuti di tutti i personaggi».
Il regista ha confessato poi di essere rimasto affascinato da Bruegel fin da ragazzo, in particolare dai suoi paesaggi invernali, ma ha anche specificato: «Più dei dipinti mi ha attratto l'eccellente libro di Michael Gibson ("The Mill and the Cross - Peter Bruegel's Way to Calvary") , tanto che insieme all'autore abbiamo poi scritto i dialoghi del film».
Il protagonista della narrazione è il pittore stesso, interpretato da Rutger Hauer («non conosceva bene i miei lavori _ ha detto Majewski _, ma da giovane in Olanda aveva una copia del quadro di Bruegel in camera. L'ha vista come un segno ed è entrato subito nel cast»). Se le figure che riempiono la tela di Bruegel sono cinquecento, il film si concentra su una dozzina di personaggi le cui storie di vita si intrecciano in un paesaggio popolato da abitanti dei villaggi e cavalieri dal mantello rosso.
Il film uscirà nelle sale il prossimo 30 marzo, distribuito dalla Cecchi Gori. Wide Management ha venduto la pellicola in maniera massiccia in tutto il mondo. «Nessuno credeva fine in fondo al potenziale commerciale del film _ ha detto il regista _ e invece è stato un successo in tutti i continenti».
La facoltà di Lettere dell'Università di Pisa dedicherà a Majewski , già vincitore di significativi premi tra i quali il "Viareggio Europa Cinema ", il prossimo corso di storia del cinema , come ha detto il prof. Pier Marco De Santi che ha introdotto l'incontro pisano del regista polacco.
Marco Barabotti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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