Il Tirreno

Pisa

Occupato dagli studenti il Servizio editoriale

di Danilo Renzullo
Occupato dagli studenti il Servizio editoriale

La struttura è stata chiusa da oltre un anno a causa dei tagli. La decisione di protestare è stata presa al termine di un’assemblea sul diritto allo studio

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PISA. Occupata la sede del Seu, il servizio editoriale universitario chiuso da oltre un anno. Ieri, al termine di un'assemblea di ateneo sui temi del diritto allo studio tenuta al Polo Carmignani, un corteo di circa 150 studenti si è diretto in via Curtatone e Montanara e occupato la sede del Seu, il servizio universitario che distribuiva, a prezzi di costo, le dispense universitarie, oltre ad offrire un servizio di stampa.

«Abbiamo riaperto uno spazio – dicono gli studenti - e riattivato un servizio che un anno e mezzo fa è stato chiuso in nome della privatizzazione dei costi della formazione direttamente scaricati sugli studenti».

«Il Seu – spiegano gli occupanti - è stato chiuso nella logica di favorire gli interessi di case editrici convenzionate con l'università che vendono i testi a prezzo di mercato erodendo sempre più reddito alla composizione studentesca. Il pubblico, l'università e l’Azienda regionale per il diritto allo studio (Ardsu) – accusano gli studenti -, ancora una volta si configurano come agenzie e articolazioni del privato, chiudendo i servizi e svendendo il patrimonio pubblico, impoverendo gli studenti e privandoli di reddito».

Per gli occupanti, quella iniziata ieri non è un'occupazione simbolica ma «l'inizio di un percorso di riappropriazione di spazi e servizi».

«Da questa occupazione parte il rifiuto al “sistema della privatizzazione e dei sacrifici” - dicono gli studenti -. A fronte della dissoluzione del pubblico, vogliamo esser noi a decidere il nostro futuro e la gestione delle risorse. Con questa occupazione nasce un percorso di ricostruzione del welfare, un percorso di riappropriazione diretta della nostra ricchezza».

Prima dell'occupazione, gli studenti e i partecipanti all'assemblea al Polo Carmignani hanno consegnato un documento all'Ardsu in cui ribadiscono la loro opposizione all'aumento della contribuzione universitaria e alla “fasciazione” della mensa, l'opposizione alla “svendita” del patrimonio pubblico e dei servizi universitari.

«Siamo contrari ad ulteriori processi di espropriazione della decisionalità e di nuove centralizzazioni - spiegano gli studenti –. Siamo favorevoli all'estensione dei servizi pubblici tramite strumenti come l'autorecupero e il protagonismo studentesco rispetto alle decisioni dell'Azienda».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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