La manifestazione
La Marina di Corsini tra passato e futuro
Nel libro “Arselle” un affresco che ricostruisce un’epoca dolce e sofferta al tempo stesso
di Athos Bigongiali
Che ne sarebbe degli amori che hanno segnato la nostra vita senza la nostalgia che proviamo, nel ricordarli? Amori importanti, lontani o più vicini nel tempo, amori ancora a portata di mano, tutti quanti ci procurano il brivido del timore di averli perduti per sempre, malgrado siano presenti nella nostra memoria. Amori veri, degni di essere stati vissuti e tuttavia sempre in bilico tra rivisitazione ed oblio, quale sarebbe il loro destino, quale parte avrebbero nel nostro futuro senza il sentimento della nostalgia?
È questa una delle domande che ci pone la lettura di “Arselle”, il libro che Fabiano Corsini ha dedicato al primo dei suoi amori, Marina di Pisa. Una lettura coinvolgente per chi, come lui, è nato o ha vissuto a Marina o come tanti altri ne ha subito gli incanti e per questa via l'ha eletta a luogo del cuore. Una volta conosciuta, difatti, come scordarsene, di Marina? Le sue bellezze, le vedute, i tramonti sulla linea dell'orizzonte, i profumi, i colori con cui si è dipinta, la quiete e le burrasche, la stessa sua gente, tutto contribuisce a fare di Marina una cartolina illustrata da conservare gelosamente, tanto forte è l'innamoramento che ci ha procurato.
Ma il libro di Corsini va oltre e tocca altri tasti del nostro cuore. Da cartolina il libro si trasforma in affresco, e figura dopo figura ricostruisce un'epoca, dolce da ricordare ma anche tra le più sofferte per chi ne fu partecipe e molto spesso vittima. In ogni caso, tra tutti i sentimenti che la lettura suscita, comprese le delusioni di fronte alle sconfitte, ai ricorrenti guai imposti dalla vita, alle fiducie tradite, alle speranze venute meno, quello che più prevale è il senso del rimpianto.
È una lettura corretta, perché ci riporta alle origini di Marina, indietro nel tempo storico e lungo un viaggio che non avremmo fatto se non avessimo avuto il conforto della nostalgia. Di più: la spinta della nostalgia, di quella sensazione di dolore (algòs) che affretta il ritorno (nostòs) del viaggiatore verso il luogo amato e creduto perduto. Il messaggio che ne deriva ci riconduce alla domanda iniziale e permea di sé il libro di Fabiano Corsini e le ragioni per cui lo ha scritto. Riconoscenza per quanto Marina gli ha dato, voglia di condividerlo con gli altri, ma anche desiderio di parlare del presente e del futuro di Marina: un presente e un futuro che riguarda tutti gli innamorati di Marina proprio perché reduci da un viaggio nel suo passato, un viaggio da cui sono usciti più saggi e più esperti anche del mondo che circonda Marina, un viaggio da ricordare e da raccontare, senza timore di apparire per questo preda dei rimpianti.
Quando un viaggiatore si mette in cammino, del resto, lascia sempre dietro di sé i propri passi ed è sempre di loro alla fine che è fatto il viaggio. Il racconto di Fabiano Corsini ci invita a ricordare il passato della sua Marina come ad un patrimonio comune, di memorie da rispettare e di beni da conservare, senza aver paura di essere tacciati per “passatisti”. Guardare indietro, per chi ama Marina, significa aver compreso che non c'è futuro per chi rinuncia al passato e alle sue lezioni. E il futuro, per Marina, è prima di ogni cosa rimanere se stessa. È un traguardo che ogni volta è un ritorno. Il ritorno a se stessa, animato dalla nostalgia.
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