Anche il fiume inserito nel piano della mobilità
Che sull’Arno si siano accesi, o riaccesi, i riflettori è un dato di fatto. Se il porto di Boccadarno è una partita a sè, il tratto più cittadino del fiume è oggetto di attenzioni a vari
PISA. Che sull’Arno si siano accesi, o riaccesi, i riflettori è un dato di fatto. Se il porto di Boccadarno è una partita a sè, il tratto più cittadino del fiume è oggetto di attenzioni a vari livelli. C’è un problema di navigabilità nella parte più frequentata dalle imbarcazioni, quella dal ponte del Cep sino alla foce: e la Provincia ha presentato un progetto alla Regione per una nuova regolamentazione che superi il Regio Decreto che ancora vige in quella zona. Servirà riuscire a compiere questo passo, visto che i prossimi lavori sull’Incile faranno sì che, unendo Arno e canale di Navicelli, si concretizzi quel circuito delle vie d’acqua (porto, Arno, Incile, canale dei Navicelli, Scolmatore, porto di Livorno) che per molti ha grandi prospettive di sviluppo sia a fini commerciali che turistici. Con vantaggi indubbi anche per il porto naturale della golena, lungo la sponda del viale D’Annunzio.
Ora c’è anche una cornice di riferimento che può portare a valorizzare come si deve l’intero movimento: è la “Carta” (“Connecting with waterways”) sulle vie d’acqua interne firmata a Vienna nei giorni scorsi dal Comune e dalla Navicelli Spa, e che vede Pisa insieme a capitali del livello di Berlino, Bruxelles, Budapest, Parigi e Vienna stessa. La nostra città è così entrata nel network europeo composto da realtà che sui propri fiumi e canali hanno impostato programmi per ridurre le soglie di inquinamento (come da Libro Bianco sui Trasporti della Commissione europea), trovando anche soluzioni per lanciare ad alti livelli un turismo nuovo che sta attirando sempre più interessi.
Anche Pisa, negli ultimi anni, ha riscoperto il suo fiume, come dimostrano le attività che vengono svolte lungo le sponde (i ritrovi estivi, la mostra nautica). Ma è un settore tutto da sviluppare. L’accordo di Vienna potrà essere molto utile anche per attrarre finanziamenti comunitari. Intanto il Comune inserirà l’Arno come via di comunicazione nell’aggiornamento del piano della mobilità.
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