Attenzione
«Ecco perché querelo chi mi ha accostato a Cuffaro»
la replica Quell’accusa falsa danneggia i miei clienti L’articolo apparso sul Tirreno in cronaca di Pisa dello scorso venerdì, titolato “Costretti a pagare la fattura nonostante sia falsa”, riporta...
la replica
Quell’accusa falsa
danneggia i miei clienti
L’articolo apparso sul Tirreno in cronaca di Pisa dello scorso venerdì, titolato “Costretti a pagare la fattura nonostante sia falsa”, riporta la notizia secondo cui ben due giudici del tribunale di Pisa, tra i quali il presidente della Sezione Civile, avrebbero condannato la società LeT Lab a pagare una somma in favore della ditta individuale Giannotti Patrizia a fronte di un “credito non veritiero” portato da una “fattura falsa”.
La notizia, oltre che gravemente diffamatoria anche per i giudici che hanno emesso la sentenza, riporta una ricostruzione dei fatti e della vicenda processuale assolutamente artefatta e menzognera. Infatti, preliminarmente occorre precisare che la causa muove dall’emissione di un decreto ingiuntivo emesso a fronte di una fattura del Maglificio Giannotti sulla cui veridicità mai è stata avanzata contestazione alcuna neppure dalla LeT Lab. Il diverso documento contabile a cui si riferisce l’articolo di giornale attiene ad una diversa fattura per Euro 2.000, peraltro regolarmente pagata dalla stessa LeT Lab, la quale, ad oggi, pretende di disconoscerne l’emissione per imputare tale pagamento alla prima delle fatture sopradette. Tale linea difensiva è stata ritenuta dai giudici pisani inidonea - a tacer d’altro! - ad impedire l’esecuzione provvisoria del decreto ingiuntivo e, pertanto, ha condotto giustamente l’Autorità procedente a pronunciare e confermare la condanna della LeT Lab al pagamento della somma di cui si tratta. Questa la vicenda processuale, sulla quale non può ammettersi, sia in punto di fatto che di diritto, diversa lettura. Quanto all’aspetto penalistico, occorre denunciare ancor più fermamente la falsità della notizia.
Infatti, proprio a seguito della denuncia sporta dalla LeT Lab e delle indagini della Guardia di finanza, il pubblico ministero procedente aveva richiesto l’archiviazione del procedimento penale aperto contro ignoti, nel quale, pertanto, né il Turini, né la Giannotti erano mai stati indagati. Solo a seguito dell’udienza disposta per l’archiviazione, udienza della quale questi ultimi neppure erano a conoscenza, il giudice dottor Bufardeci ha disposto l’iscrizione degli stessi nel registro degli indagati, ferma restando la possibilità del pubblico ministero di nuovamente chiedere l’archiviazione del procedimento in caso di infondatezza della contestazione mossa dalla LeT Lab nella propria denuncia.
Inutile precisare che la signora Giannotti ha già da tempo sporto formale querela nei confronti della LeT Lab per il reato di calunnia e tale sarà la sede per dimostrare l’artificiosità della denuncia sporta per la fattura prima pagata e poi disconosciuta. Ovviamente la signora Patrizia Giannotti e suo marito AndreaTurini, in seguito a quanto falsamente asserito nell’articolo pubblicato in data 16/03/2012, proporranno formale atto di denuncia-querela nei confronti di chi ha diffamato i loro buon nome arrecando a loro, nonché all’azienda da loro amministrata, grave danno sia di immagine che economico.
avvocato Francesco Virgone
marina
Il Comune si decida
a spostare l’antenna
Sono ormai passati svariati mesi da quando in molti di Marina e dintorni manifestarono contro l'installazione dell'antenna della telefonia mobile nel parcheggio lungo il viale a Mare. Peraltro fu denunciato anche il fatto che lì nei pressi vi sono le scuole nido, materna ed elementare, e per ragioni di buon senso, anche per questo stato di cose fu chiesta la rimozione e la messa in opera di quell'antenna in altri luoghi.
Ad oggi però di risposte non ne sono giunte in tale senso, l'antenna è ancora lì in bella vista, è di una bruttura indescrivibile, e la cosa assai grave è che ci avviciniamo a grandi passi alla stagione estiva e niente fa sperare che questo sconcio venga rimosso.
Quando ci pare e quando si vuole allora valgono anche i criteri di salvaguardia dei paesaggi e degli ambienti. Nel caso di questa antenna però si è soprasseduto su tutto. La meraviglia poi è che anche dalle parti della Soprintendenza non si dica niente, anzi magari si è data anche l'autorizzazione alla installazione.
Qualcuno, dalle parti del Comune, vuole per favore dare corrette informazioni su come finirà questa vicenda?
Mario Mortara
la proposta
Infortuni sul lavoro
Serve un pool nazionale
La creazione di un pool di magistrati specializzati per far fronte alle ipotesi di reato di maggiore complessità consentirebbe di affrontare con indagini incisive e piu' rapide il fenomeno dell'elevato numero di infortuni sul lavoro e malattie professionali che si registrano in Italia; fenomeno dovuto non a lacune nella legislazione vigente, ma alla mancata applicazione della legge e alla carenza di controlli.
La proposta è stata sostenuta da Gianfranco Caselli e Raffaele Guariniello, procuratore e sostituto procuratore di Torino, nel corso di un’audizione alla Commissione parlamentare di inchiesta sugli infortuni sul lavoro. Infatti uno dei più rilevanti problemi è rappresentato dal fatto che, a causa della carenza di risorse umane e materiali, vi sono aree del Paese in cui i processi in materia di sicurezza non si svolgono o si svolgono con estrema lentezza che spesso porta alla prescrizione, diffondendo indifferenza verso la problematica e un'impressione di impunita' che danneggia i lavoratori e le imprese virtuose, i quali subiscono la concorrenza sleale di quanti violano la normativa contando sull'impunità. Con l'attuazione della proposta, si potrebbe contare su pubblici ministeri esperti che agiscono con uniformità di interventi e con metodologie di indagine innovative.
Un altro punto essenziale riguarda la possibilità di estendere su tutto il territorio nazionale l'Osservatorio sui tumori professionali, che ha l'obiettivo di individuare le responsabilità, di garantire i risarcimenti alle famiglie delle vittime e di agevolare la prevenzione. Inoltre vanno sottolineate le positive ripercussioni sull'esercizio da parte dell'Inail del diritto di regresso, che consente all'Ente assicuratore di recuperare risorse e incentiva le imprese a tutelare meglio la sicurezza.
Angelo Scimia
esecutivo Psi Pisa
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