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Pisa

Parte il primo Polo per la chirurgia robotica

Parte il primo Polo per la chirurgia robotica

L’Italia è già all’avanguardia, il coordinatore scientifico toscano è la pisana Franca Melfi

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PISA. Parte il primo progetto pilota italiano di un Polo per la chirurgia robotica: al via in Toscana, potrebbe essere presto ampliato alle altre Regioni per migliorare l'appropriatezza d'uso e ridurre i costi di gestione dei robot.

L'Italia, con 54 robot sparsi su tutto il territorio, è una delle nazioni più all'avanguardia in chirurgia robot-assistita: nel 2011 si sono effettuate circa 7000 procedure, con un incremento annuale medio di circa il 40 per cento nel numero degli interventi. Questo innovativo tipo di chirurgia mininvasiva riduce dolore, sanguinamento, complicanze e degenza post-operatoria con risultati molto incoraggianti anche nelle più recenti applicazioni a interventi di alta complessità, come il trattamento del tumore polmonare. Ma i costi elevati di acquisto e manutenzione dei robot aumentano da due a tre volte rispetto a un’operazione standard.

Per contenere le spese offrendo però la massima qualità nelle procedure al maggior numero di pazienti ecco il primo progetto pilota italiano di un Polo Regionale di Chirurgia Robotica: la Toscana, con 8 robot-chirurghi presenti nelle principali città, è infatti una delle Regioni in cui questa tecnologia è stata maggiormente seguita e sviluppata. Il robot-chirurgo da Vinci è uno strumento all'avanguardia che consente di effettuare interventi ad alta complessità con tecnica chirurgica mininvasiva anche in pazienti che altrimenti dovrebbero essere operati con interventi standard.

A Pisa si è da tempo consolidata la tecnica robotica in Chirurgia Toracica dove il da Vinci è in grado di eseguire resezione polmonari maggiori per il trattamento del tumore ai primi stadi, garantendo ai pazienti una sopravvivenza media a cinque anni di oltre l'85 per cento. «A fronte dei vantaggi, il robot è molto costoso e richiede perciò un'attenta gestione e programmazione degli interventi – spiega Franca Melfi, chirurgo toracico dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria e coordinatore scientifico del Polo di Robotica toscano. – In Toscana ci sono 2 robot a Pisa, 2 a Firenze, 2 a Grosseto, uno a Siena e un ultimo ad Arezzo: poiché la Sanità toscana ha sempre avuto la tendenza a fare rete e mettere assieme le competenze, è venuto naturale ideare un Polo unitario che gestisca l'attività di tutti i robot in Regione e possa fare da esempio per altre realtà italiane». L'idea è aprire le porte delle sale operatorie che ospitano da Vinci a chirurghi di altri ospedali del territorio: ciascuna delle tre aree vaste della Regione è dotata di vari robot, che resteranno nelle strutture dove sono ospitati ma potranno essere usati anche da altri professionisti, di altri ospedali, per trattare i loro pazienti .

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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