Gioco
Si sono già esauriti i segnali di recupero del manifatturiero
A fine 2011 la crescita si è arrestata, in calo l’occupazione Note positive: gli ordinativi, in particolare quelli dall’estero
PISA. Sembra già esaurito il recupero che l’industria manifatturiera pisana aveva mostrato un anno fa. Lo dicono i dati dell’indagine trimestrale condotta dall'Ufficio studi e statistica della Camera di Commercio di Pisa in collaborazione con Unioncamere Toscana. Nel quarto trimestre del 2011, infatti, si arresta, dopo solo dodici mesi, la crescita della produzione manifatturiera che, nel IV trimestre 2011, segna un -0,8%. Nello stesso periodo anche il fatturato, a causa di una domanda interna in forte difficoltà, fa segnare un -0,2%. Ciononostante, il dato medio provinciale per il 2011, continua a rimanere positivo (+1,2% la produzione e +1,8% il fatturato) anche se il distacco rispetto alla Toscana risulta essere piuttosto consistente (+2,1% la produzione e +3,1% il fatturato delle imprese toscane).
Particolarmente negativa, a fine anno, anche l'evoluzione dell'occupazione delle imprese pisane: -2,0% nel quarto trimestre -1,9% nel complesso del 2011. Anche il dato, positivo, relativo al calo delle ore di cassa integrazione guadagni autorizzate al settore manifatturiero viene fortemente mitigato dall'incidenza molto elevata della componente in deroga e straordinaria: una conferma di come i problemi occupazionali siano sopratutto di carattere strutturale.
Tra le poche note positive dell'indagine troviamo l'andamento degli ordinativi (+0,7%) e, al loro interno, quelli provenienti dai mercati esteri (+9,5%).
Dimensione aziendale. Tra le diverse tipologie dimensionali d'impresa la media azienda (50-249 addetti) è l'unica che continua a segnare variazioni di segno positivo tanto per la produzione (+6,9%) quanto per il fatturato (+3,5%). Segna invece una battuta d'arresto (-1,3%), dopo cinque trimestri consecutivi di crescita, la produzione delle piccole unità manifatturiere (da 10 a 49 addetti). Anche il fatturato della piccola industria registra una flessione (-0,9%). Torna in terreno negativo, dopo solo un trimestre, la produzione delle grandi (oltre 249 addetti) unità industriali (-7,1%).
Settori. Cresce la produzione del comparto alimentare (+1,6%), di buona parte del sistema moda-casa, della chimica-farmaceutica-gomma-plastica (+9,0%) e della meccanica (+0,4%). Se però, alimentare e meccanica mostrano un deciso rallentamento del loro tasso di sviluppo, il variegato comparto della chimica-farmaceutica-gomma-plastica fa invece segnare una decisa inversione di tendenza rispetto al -12% registrato nel trimestre precedente. All'interno del sistema moda, prosegue la crescita delle calzature (+3,1%) e, dopo la pesante battuta d'arresto del periodo estivo, del pelli-cuoio (+1,4%). Flette invece la produzione del settore tessile-abbigliamento (-8,0%). All'interno della filiera casa crescono molto i minerali non metalliferi (+22,7% la variazione a seguito della riattivazione di alcuni impianti produttivi) mentre arretra il legno-mobili (-0,9%). Frenano in maniera brusca i mezzi di trasporto (-10,2%) e i metalli (-5,8%) mentre l'elettronica, -1,5%, fa segnare un leggero miglioramento rispetto alla pesante contrazione subìta del trimestre precedente.
Aspettative. Se si eccettuano le previsioni in merito all'occupazione, che comunque indicano una contrazione della domanda di lavoro, le attese relative al primo trimestre del 2012 segnalano un generale peggioramento.
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