Il Tirreno

Pisa

«Un presidio fisso e più controlli»

«Un presidio fisso e più controlli»

I residenti: siamo rassegnati. C’è anche però chi ha deciso di aprirvi un negozio

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PISA. «Gli abitanti del quartiere vivono con una sorta di rassegnazione. Richieste di aiuto, segnalazioni: ma non è successo niente». A parlare così è Michela Giabbai, presidente di Rsvp (Rivalutiamo senza vincoli partitici-Pisa), associazione nella quale sono confluiti alcuni comitati dei residenti. Due le questioni messe in evidenza da Giabbai: «Qui ci sono i senzatetto, che fanno i loro bisogni sotto i portici. E poi i loschi signori che sviluppano i loro traffici nelle gallerie. Facile anche fare una mappatura: si raccolgono intorno agli stessi esercizi, da una parte e dall’altra della galleria, ovvero minimarket e punti telefonici».

Tutti negozi di stranieri. «Niente contro di loro - riprende Giabbai - ma è chiaro che i pisani che hanno i soldi, se vogliono aprire un esercizio vanno da un’altra parte». La gente chiede un presidio fisso e operativo di forze dell’ordine. «Ma sappiamo anche che il loro numero è insufficiente - dice ancora la presidente di Rsvp - e allora usiamo anche altri mezzi per controllare l’area e aumentare i livelli di sicurezza. Ad esempio, controlliamo questi negozi anche sotto il profilo fiscale, vediamo se fanno tutti gli scontrini agli extracomunitari che comprano vino e birra. Manteniamo più pulita l’area, illuminiamola bene, difendiamo il decoro chiedendo ai vigili urbani di non fare solo le multe alle auto».

I prezzi degli immobili nel quartiere «stanno andando giù», fa notare Romanelli dell’Hotel La Pace. E poi, appunto, chi apre un negozio da queste parti? Luca Sgherri lo ha fatto un mese fa, sotto il loggiato di sinistra guardando la stazione. Si chiama “Sweet”, è specializzato in crepes, waffel, croissant. «Credevo peggio, nessuno mi ha mai dato fastidio. Mi dispiace semmai per l’immagine della città, nella galleria a fianco la situazione non è bella, mi metto nei panni di un turista. Tra poco terrò aperto anche di sera: quella sarà una prova, ma qui dopo le 21 sembrano sparire tutti».

La Confesercenti ha la sua sede in via Catalani, una delle strade adiacenti la stazione «e le aule per i corsi - sottolinea il presidente Roberto Balestri - sono in via Mascagni. Zone che la sera, ma non solo, sembrano completamente abbandonate al degrado. Basta vedere lo stato in cui spesso troviamo i portoni delle nostre sedi. Serve un presidio fisso e una riqualificazione che deve puntare soprattutto alla zona dei portici». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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