Trasporti
Maxirisarcimento a un coltivatore
Grazie ai controlli incrociati di Epaca, riscuote 11mila euro di arretrati
PISA. Non avrà vinto «turista per sempre», ma è rimasto contento lo stesso. Un coltivatore diretto si è visto arrivare, dopo i controlli incrociati di Epaca, la bellezza di quasi undicimila euro di arretrati di pensione. Una storia di contributi non inseriti nell’assegno mensile e che, se calcolati, avrebbero dovuto variare il conteggio. Cosa che però non è mai avvenuta. Se ne sono accorti al patronato Epaca, contestando il dato all’Inps, che ha dovuto procedere alla liquidazione degli arretrati. Protagonista dell’episodio, che purtroppo non è affatto l’unico, è un coltivatore diretto di Santa Luce. Sessantotto anni, in pensione dal 1996, di fatto è vittima di un calcolo errato dal 2001. Da quella data la sua pensione sarebbe dovuta andare da 1.014 euro a 1.094, ottanta euro in più. Come si vede non si tratta di cifrone, ma col passare degli anni fanno la differenza. E così il coltivatore ha riscosso ora 10mila e trecento euro di arretrati, cifra lorda, che al netto diventano 7.880. Il problema è che, giustamente (come dargli torto?), il coltivatore non capiva perché mai su questa cifra avrebbe dovuto, come ha dovuto, pagare l’Irpef...
L’Epaca, ente di patrocinio e assistenza per i cittadini e l’agricoltura, assiste non solo i coltivatori diretti ma qualsiasi categoria di lavoratore. La direzione è passata recentemente da Enrico Vallini, che oggi è dirigente nazionale nella capitale, a Maria Chiara Lorenzini. Gratuitamente il patronato assiste in provincia tredicimila utenti e ricorda che i controlli delle proprie posizioni sono importanti, perché possono emergere casi come appunto questi. Annualmente di media ne vengono alla luce circa ottocento, fra supplementi, contributi versati dopo la decorrenza delle pensioni, e ricostituzioni, contributi versati prima della decorrenza e non conteggiati nella prima liquidazione. L’anno scorso un rimborso record - 33mila euro di arretrati - è stato dato alla vedova di un coltivatore, destinataria di una pensione reversibile del marito e di una sua diretta, importi ambedue minimi, ma calcolati comunque male e per i quali poi c’è stato il risarcimento citato.
(C.V.)
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