Il Tirreno

Pisa

Una banda di slavi per tutti i colpi

di Candida Virgone

Per chi indaga c’è un unico filo che lega l’ultima aggressione in centro, gli assalti in casa e i furti di scarpe ai passanti

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PISA. Il sospetto è quello di un unico filo che leghi insieme l’ondata di aggressioni che si sono avute in città. Gli inquirenti credono che sia opera di un’unica banda sia l’aggressione ad un giovane avvocato avvenuta in centro, sia quella in casa di una coppia di anziani, sia la rapina delle scarpe che la tentata rapina che si sono avute ai danni due passanti sempre in centro. Quel centro diventato una sorta di far west dove accade di tutto non solo di notte, ma anche di pomeriggio o in pieno giorno.

Nel mirino degli investigatori - ad indagare sono i carabinieri - ci sarebbe un gruppo di slavi fra i trenta e i quaranta anni, che starebbero facendo delle strade del centro porto franco. Nella notte fra sabato e domenica un giovane avvocato è stato massacrato di botte da due sconosciuti: uno lo ha fermato chiedendo di accendere la sigaretta, l’altro non gli ha dato neanche il tempo di capire cosa accadesse e gli ha spezzato con un pugno la mandibola destra. Quando il professionista, Fabio Davini, 32 anni, che abita a Pisa ed ha lo studio a Cascina - è caduto a terra, i due hanno infierito ancora su di lui massacrandolo a pugni e calci. Ieri il giovane è stato operato: il referto dei medici sulle altre ferite ed ecchimosi parla di 35 giorni.

Domenica notte è toccato ad una coppia di ottantenni, marito e moglie, sorpresi nel sonno da banditi armati di pistola che gli hanno portato via di tutto: un colpo preparato a tavolino, perché chi ha suonato alla loro porta nel cuore della notte sapeva di trovarsi di fronte due persone inermi.

Poi c’è la banda delle scarpe, che si è fatta viva fra fine febbraio e i primi di marzo: vittime prima due ragazzini bloccati in via Croce durante lo shopping pomeridiano, poi un dirigente seguito di notte all’uscita da un locale, ma che si è difeso ed è riuscito a mettere in fuga i suoi aggressori.

In tutti qusti casi le vittime hanno parlato di un gruppo di slavi o gente dell’Est, fra i 30 e i 40 anni, che hanno sempre agito a volto scoperto, per quanto nel caso del giovane avvocato, dato il buio e la tempestività dell’azione, si è potuto vedere ben poco.

E poi, come se non bastasse, ci sono gli accoltellamenti: l’ultimo per banali motivi pochi giorni fa davanti al supermercato Pam, in via Pascoli, tra i passanti esterefatti. Un duello fra un marocchino e un egiziano, il primo arrestato per tentato omicidio, il secondo soccorso in unmare di sangue e ricoverato in gravi condizioni in ospedale. Tutti e due con contratti regolari: lavorano come commessi di un grande magazzino. Ed è di poche notti fa l’aggressione in casa, a Riglione, di un ottantenne, da parte di sconosciuti che lo hanno massacrato a bottigliate: in questo caso la pista porta altrove, ma l’allarme è forte anche nella piccola frazione, come a Pisa, dove il sindaco ha promesso - e a ragione - azioni eclatanti.

Che una città a misura d’uomo fosse ridotta per certi aspetti alla frutta, ci sono abitanti del centro storico e soprattutto di zone come piazza delle Vettovagli o piazza dei cavalieri, che lo urlano da anni. Ora è davvero il momento di agire.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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