Finanza
Un’applicazione multimediale per Vasari
PISA. Mentre il restauro del Vasari prosegue, da ieri il pubblico della chiesa di Santo Stefano ha uno strumento in più per capire l’opera e seguire le fasi della lavorazione. Infatti, accanto al...
PISA. Mentre il restauro del Vasari prosegue, da ieri il pubblico della chiesa di Santo Stefano ha uno strumento in più per capire l’opera e seguire le fasi della lavorazione. Infatti, accanto al dipinto “Il martirio di Santo Stefano”, l’associazione denominata “Mnemosine cultura digitale” ha installato uno schermo touch (comandato cioè dal tocco di un dito) che lancia un’applicazione multimediale.
Mnemosine è una sorta di “start up” nata sotto la supervisione del laboratorio Percro della Scuola Superiore Sant’Anna e si occupa di sviluppare software per la divulgazione storico artistica; alla presentazione di ieri c’erano l’informatica Chiara Evangelista e la storica Veronica Neri, che hanno descritto le quattro aree tematiche che si possono aprire sulla postazione multimediale: opera, restauro, oltre il visibile e Vasari a Pisa.
La prima approfondisce l’iconografia del “Martirio”, unica opera del Vasari custodita in città. Segue una storia dei restauri con i dettagli dei lavori in corso. La terza sezione è dedicata alle indagini diagnostiche effettuate sull’opera. Infine, è illustrato il rapporto tra Vasari e Pisa, luogo in cui l’artista visse nel 1528: dalla trasformazione della piazza dei Cavalieri agli edifici “vasariani”.
Tutti i contenuti dell’applicazione saranno arricchiti man mano che il restauro prosegue per dare lo stato dei lavori in tempo reale. La chiesa è aperta il mercoledì e il sabato dalle 10 alle 12. Alba Macripò della Sovrintendenza pisana, e direttrice del restauro, ricorda che il touch screen «documenta il recupero in corso d’opera» ed era uno degli impegni previsti all’interno del progetto di salvezza della pala lignea, che versava in cattive condizioni a causa delle muffe e delle infiltrazioni di acqua. Il restauro, finanziato per 70mila euro da Esselunga, è cominciato a fine novembre 2011, «non ha mai avuto sosta e speriamo di terminarlo entro i dodici mesi messi in conto».
Il rettore della chiesa, don Aldo Armani, condusse una pressante campagna di denuncia per sensibilizzare mecenati illuminati, grazie anche al nostro giornale: «Il Tirreno ha trasformato la necessità del restauro in un vero e proprio caso nazionale». (g.c.)
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