Sicurezza
Misericordia “dimezzata”, I lavoratori non ci stanno
La proposta del commissario: dodici persone in mobilità e al resto dei dipendenti contratti di solidarietà al 50% per 12 mesi. Arrivati intanto gli stipendi di gennaio
PISA. Dodici persone in mobilità volontaria e il resto dei dipendenti con contratti di solidarietà al cinquanta per cento per 12 mesi, con la possibilità di un rinnovo di altri 12.
È questa la proposta che il commissario al timone della Misericordia, Stefano Ragghianti, ha fatto ai dipendenti dell’arciconfraternita in crisi a causa di debiti milionari, durante l’atteso incontro con i sindacati che si è svolto lunedì sera.
Una proposta, per dirla tutta, di gran lunga migliore della prima, ma accolta dai dipendenti con freddezza e malumore. In molti non sono affatto contenti e discuteranno le questioni che li riguardano nella prossima assemblea, fissata per domani sera.
La proposta riguarda tutti, sia i soci della Cooperativa La Fratellanza, che il personale diretto, indifferentemente. Sono sette i soci per ora ancora attivi, mentre per gli altri sono in atto delle conciliazioni davanti alla Direzione provinciale del lavoro.
«Si tratta di una proposta - spiega Ragghianti - del tutto diversa da quella iniziale e direi certamente più accettabile, tale da garantire continuità all’istituzione. I contratti di solidarietà prevedono una riduzione di orario, con passaggio ad esempio, per chi è a 36 ore, a 18, e la riduzione del 50% dello stipendio ma con la prevista integrazione da parte dell’Inps. Abbiamo cercato di andare avanti mantenendo tutti dentro con un po’ di sacrificio reciproco. Tra un anno si vedrà cosa potrà accadere insieme a chi è rimasto ancora nell’associazione: non è escluso infatti che qualcuno possa decidere di prendere altre strade».
Intanto è finalmente arrivato per i dipendenti il saldo dello stipendio del mese di gennaio, mentre solo verso la fine di marzo si prevede di metter mano ai compensi di febbraio, la cui riscossione sarebbe dovuta avvenire tre giorni fa.
Un’altra incognita riguarda quello che accadrà a giugno, quando il commissariamento scadrà per statuto. «Mi auguro che come prevede lo statuto si vada a nuove elezioni e che ci sia un gruppo dirigente che sappia riprendere in mano la situazione»: aggiunge il commissario, che forse spera finalmente - e come dargli torto - di uscire indenne fuori da questo tunnel.
Poi Ragghianti conclude: «Con la ripresa dei lavori al cimitero (ndr: da cui si spera di ricavare circa un milione di euro a stretto giro) prendere nel tempo spero si creino condizioni di migliori anche per i rapporti con le banche sui prestiti. Il commissariamento potrebbe altrimenti essere prolungato ancora per un po’».
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